Figli di un Dio minore Ritorno alle origini

  • Teatro/Torino

TEATRO. Al cinema ebbe un grande successo nella trasposizione interpretata nel 1986 da William Hurt, pellicola che meritò ben cinque nomination agli Oscar, di cui uno vinto dalla protagonista femminile, Marlee Matlin, che si aggiudicò anche il Golden Globe per lo stesso ruolo. Ma, da domani al 5 febbraio, “Figli di un Dio minore” si applaudirà al Teatro Erba nella sua originale e primaria forma teatrale scritta nel 1978 da Mark Medoff, qui nella traduzione di Lorenzo Gioielli, per la regia di Marco Mattolini e con l’interpretazione di Giorgio Lupano e di Rita Mazza. Messa in scena negli Stati Uniti nel 1980 ed ospitata, in quella versione in lingua inglese, al Festival dei Due Mondi di Spoleto sempre nel 1980, “Figlio di un Dio minore” ebbe questa come sua unica rappresentazione in Italia. Grande interesse allora per questo allestimento che racconterà sul palco le difficoltà della conoscenza e poi dell’amore fra James Leeds, insegnante logopedista, e Sarah, una giovane donna, bella, intelligente e sorda dalla nascita, ex allieva dell’Istituto per sordi in cui lavora come cameriera. Una delicata e difficile storia d’amore, interpretata sul palco anche da Cristina Fondi, Francesco Magali, Gianluca Teneggi e Deborah Donadio, che travalica la distanza fra i mondi degli udenti e dei non udenti per diventare emblema del confronto fra le tante solitudini legate alle diverse appartenenze sociali e culturali (Info: torinospettacoli.it).

ANTONIO GARBISA

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