L'invasione degli alieni che minacciano l'ecosistema

Specie aliene
  • Specie aliene

Roma - Passano attraverso porti e aeroporti. Si insediano silenziosamente e iniziano fin da subito a fare danni. Nutrie, scoiattoli grigi, testuggini americane, calabroni asiatici: non c’entrano nulla con il nostro ecosistema ma mettono radici da noi ed estirparle è difficilissimo. Ci sono più di 3000 specie aliene presenti in Italia e oltre il 15% è invasiva, cioè che causa impatti alla salute e all’attività dell’uomo, non solo per gli ecosistemi. I costi per la loro diffusione, in Europa, ammonta a oltre 12 miliardi di euro l’anno. E il fenomeno è in forte crescita: in Europa il numero di specie aliene è cresciuto del 76% negli ultimi 30 anni: in Italia l’aumento nello stesso periodo è del 96%. La denuncia è di Ispra e Legambiente che hanno lanciato Life Asap: un progetto europeo per arginare il fenomeno e tutelare le specie autoctone “il più presto possibile”.

Le specie aliene invasive causano da tempo nel nostro Paese impatti sulla biodiversità (gambero rosso americano, scoiattolo grigio, tartaruga palustre americana, caulerpa, robinia), sulle attività economiche (nutria, cozza zebrata, fitofagi come il cinipede del castagno e la cimice del pino) e sulla salute umana (ambrosia, zanzara tigre). Il calabrone asiatico, poi, arrivato in Italia “solo” nel 2012 è una grave minaccia per le api, o il Marmorkreb, il gambero di acqua dolce è devastante per l’ecosistema acquatico. 

Cosa si sta facendo? Il Regolamento Ue 1143/2014 entrato in vigore dal 1 gennaio 2015 prevede che i Paesi Membri attuino una serie di misure per le specie più pericolose, che comprendono il blocco del commercio, del possesso e del trasporto, il rilevamento precoce e la rapida rimozione, l’identificazione delle principali vie di introduzione sulle quali concentrare gli sforzi di prevenzione. Queste misure si applicano a 37 specie aliene di cui 22 sono presenti in Italia. 

Ma non basta. È necessario che tutta la società adotti comportamenti più responsabili. Il progetto presentato da Ispra e Legambiente prevede infatti di intercettare i cittadini attraverso scuole, musei, istituzioni, percorsi ad hoc in sentieri naturalistici, verrà inoltre coinvolta la comunità scientifica italiana nella stesura di una Black list delle specie aliene di interesse prioritario per l’Italia.

STEFANIA DIVERTITO