Il dramma in onda h24

  • Maurizio Guandalini

Hotel Rigopiano, ultima fermata. Per carità cristiana, frenate. Un attimo. Una calmata al feuilleton tv, quotidiano,  fatto di eroi, miracoli e tragedia. Non è un buon pomeriggio e nemmeno la vita in diretta. Capiamo gli sforzi, anche giornalistici, ma ormai è diventata  la cronaca  all’ultimo disperso. Ti prego interrompimi se ci sono delle novità. Ma colleghiamoci con la Protezione civile. È stata ritrovata qualche altra persona? Scusa, sui tempi ci sono novità? Si scava  tra speranza e angoscia. La speranza c’è ancora ed è motivata. Vai con il servizio degli amici dei parrucchieri dispersi: il destino incrociato di quelle persone. Vogliamo parlare di questi eroi? Andiamo con il servizio del vigile che ha salvato la bambina. Un momento, il nostro inviato è sui luoghi del disastro: hai qualche novità? La fiaccolata per le persone disperse. Una bella notizia: il miracolo dei cani. Sono stati salvati anche i cuccioli, vero?   (Rientro in studio): quanta neve, è?

Vedere e sentire giornalisti dalle domande impegnate,  “interpreti dello stato d’animo” della ggeeente, l’ho sentita così, vedere giornalisti ad ingombrare strade che dovrebbero essere tenute libere, a fare  gara per raggiungere le zone impervie, quasi facessero parte di una grande Indiana Jones collettiva, a piantonare ospedali per sapere il numero dei dispersi, minuto dopo minuto, in sequenza, una caccia continua di notizie, ebbene, vedere, e sentire, questo ambaradan non ci piace, come stona la pletora di esperti di geologia, fisica, climatologia, tutti novelli fornai di ricette esaustive con la gara incorporata del primo che l’aveva detto. Vigile del fuoco-sindacalista, che parla a nome dei colleghi, incluso.
La nostra solidarietà alla protezione civile, che dovremmo lasciare in pace a lavorare, invece sono costretti a sottoporsi a microfonate per i punti di giornata che fanno ogni minuto. Nei giorni addietro abbiamo sostenuto la proposta di Fiorello di togliere la cronaca nera dalla tv del mattino e del pomeriggio. Cosa c’è in comune tra cronaca nera e cronaca della neve di oggi? Ripetere e rifare il dramma, con morti, trasformandolo in fiction, in racconto h24, con le ricostruzioni da studio, come hanno fatto salvarsi quelli dell’Hotel, dove si saranno riparati, in quel Rigopiano, straconosciuto,  perché c’è sempre qualche conduttore  che c’è andato e, là, era di casa. Ipotesi deduzioni e controdeduzioni, versioni strampalate che cadono per essere riprese l’ora dopo. Con la retorica di non voler far polemica e sensazionalismo. Naturalmente. MAURIZIO GUANDALINI
Economista e giornalista

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