Quei gruppi di auto-aiuto per genitori volenterosi

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RIETI Incontri rivolti ai   genitori di bambini piccolissimi, da o a 3 anni, per condividere le esperienze e sostenersi nelle scelte educative, senza mai sentirsi giudicati. È l’ambizioso obiettivo del progetto dei gruppi di auto-aiuto, che  sta per partire a Rieti, grazie al lavoro della dottoressa Paola Ottaviano, funzionario psicologo dell’asilo nido comunale A. Sabin. Un’iniziativa quasi  pionieristica in Italia, dove la metodologia dei Gruppi di auto aiuto è spesso guardata con sospetto e collegata magari a patologie come l’alcolismo e il gioco d’azzardo. Sono infatti pochissime le esperienze già avviate in questo senso nel nostro Paese.
 «Si tratta di un percorso  pensato nell’ambito delle politiche attive di sostegno alla genitorialità - spiega a Metro la dottoressa Ottaviano  - avvalendoci della tecnica del Gruppo di auto aiuto. Gli incontri, che partiranno a febbraio, avranno una scadenza quindicinale e prevedono la presenza di 8-10 genitori. La durata è in genere di un paio di ore ciascuno. La tecnica del gruppo prevede un confronto diretto e costruttivo fra persone che condividono esperienze comuni, nel caso specifico genitori di bambini di età compresa tra 0 e 3 anni, permettendo a ciascun genitore di contribuire con la propria esperienza». Fondamentale è la figura del moderatore-conduttore degli incontri, generalmente uno psicologo esperto.
  «Nel corso degli incontri - continua la dottoressa Ottaviano - a partire da alcuni spunti concreti, il conduttore fornirà definizioni e approfondimenti su tematiche inerenti la prima infanzia».
Il gioco, la fiaba, l’empatia, l’intelligenza emotiva, il rapporto fra il bambino ed i pari, il rapporto tra il bambino e i fratelli, il rapporto fra il bambino e i genitori, l’importanza delle regole nello sviluppo emotivo del bambino, sono solo alcuni esempi dei temi trattati durante gli incontri dei gruppi.  Il presupposto di questi gruppi è che tutti hanno dentro di sé le risorse necessarie per assolvere il proprio ruolo di educatori dei figli. Semplicemente in alcuni casi queste risorse sono sopite o mal utilizzate. Grazie all’aiuto e al dialogo con altre coppie, mamma e papà possono recuperare e imparare a usare al meglio queste abilità.

VALERIA BOBBI

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