Il terremoto distrugge ma si può ripartire dalle cose care

  • Mauro Leonardi

In questi giorni il terremoto ha causato altri crolli anche se per fortuna non ci sono stati altri morti. Dopo la prima scossa, molti per sicurezza hanno lasciato subito le case e così sono sopravvissuti alla seconda. Il terremoto a Roma si è sentito eccome. C’è chi ha dormito vestito. Chi ha messo soldi e gioielli in un sacchetto. I bambini, mi raccontava una mamma, si sono preoccupati subito del cane o del gatto di casa: se si scappa, scappano con noi. Basterebbe questo per dire quanto sono “di famiglia” gli animali.  C'è chi ha tenuto la porta di casa spalancata: se il muro si inclina, le porte blindate non si aprono più. C’è chi è sceso in strada, in macchina.

È difficile scegliere cosa portar via. Alla fine porti via pochissimo. Perché casa è casa e se crolla, crolla tutto. Fosse anche vuota, crolla tutto.

Ci sono tante persone che hanno mutui trentennali sulle spalle. Praticamente per sempre. Ma te li carichi sulle spalle senza paura perché prendi per sempre solo quello che hai già caricato nel cuore: e la casa ce l’abbiamo nel cuore.

Quando scappi di corsa cosa porti via con te? Mi viene in mente il film “Ricomincio da tre”.
Massimo Troisi dice a Lello Arena che avrebbe ricominciato da tre, non da zero, perché tre erano le cose venute bene nella sua vita. «Tre cose mi sono riuscite nella vita, perché devo perdere pure queste? Devo ricominciare da zero? Da tre».
Questo grande d’Italia ci dice come ricominciare quando la nostra vita crolla: dalle tre cose che ci sono venute bene. Sono poche, ci stanno anche in una borsa di plastica. Non scordiamocele e non buttiamole via

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