La miope lettera dell’Europa all’Italia

  • Il commento di Maurizio Guandalini

La lettera da Bruxelles è arrivata. “Mamma lì europei”. È proprio il caso di storpiare l'esclamazione, riferita “ai turchi”, per misurare il tasso di burocratismo con il quale, Casa Europa, si dà da fare con le nazioni del Vecchio Continente. È il colmo fare le pulci sullo 0,1% di bilancio, sforato dall'Italia, per problemi pesanti, straconosciuti, i quali,  l'Europa, non è capace da risolvere. I migranti, ad esempio. Possibile che di fronte al disastro umanitario, evidente, all'esodo biblico di persone, la sola risposta, perché in pratica è così, che sottoscrivono gli incravattati di Bruxelles, sono i muri? È l'impotenza al potere continuare a non vedere e impartire  pedanti lezioncine sull'economia domestica. È un'Europa votata alla sopravvivenza, prossima all'implosione, per manifesta incapacità. Capiamo seguire le procedure in uso e quindi sicuramente la letterina andava scritta soprattutto per giustificare i lauti stipendi dei burocrati europei ma, nel Caso Italia, sono evidenti, come l'acqua, le motivazioni del lieve scostamento di cifre. Migranti e terremoto. Con l'Italia si è seguita la solita litania di una Europa che vuole farsi forte con i deboli. Guai riprendere la Germania che sfora sistematicamente il surplus commerciale: nessuno da Bruxelles gli fa nemmeno una telefonata. 
 
Ma, stavolta, fa bene, l'Italia, a rispedire la letterina al mittente. O per lo meno non dargli importanza. E sarebbe civile, da Paese con un pedigree, che dietro la posizione del Governo italiano vi fossero tutti i partiti presenti in Parlamento. È una questione di dignità e di identità. Perché l'Europa mai doma ripresenterà, a Casa Italia, dopo il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre, il conto con gli interessi. E non ci vuole Mago Merlino a prevedere che sarà pesante, il conto, in caso di vittoria dei No: di sicuro la speculazione in agguato e con probabilità un Governo tecnico del protettorato europeo. Per chi non l'avesse capito  l'Europa di oggi, ciancicata, si regge sulla debolezza delle leadership delle varie nazioni che ne fanno parte. E per uno strano paradosso, la soluzione del gigante dilemma (più o meno Europa), si avrà solo con un rafforzamento delle leadership e dei poteri dei singoli stati. Il destino è segnato.  Da questa lettera all'Italia, in poi, sarà una corsa tutta in salita per rivedere finalmente i Trattati e capire dove si andrà a sbattere. Il Comandante in Capo degli Stati Uniti, Hillary Clinton, farà il resto.

 

MAURIZIO GUANDALINI
 economista e giornalista

Articoli Correlati
Il commento di Maurizio Guandalini

Berlusconi e i nemiciche diventano amici

L'opinione di Maurizio Guandalini, economista e giornalista
Il commento di Maurizio Guandalini

Il grande fratellodel Fisco

L'opinione di Maurizio Guandalini, economista e giornalista