Se la #cremazione non è più un tabù

  • L'opinione

Se c’è una cosa alla quale non si può sfuggire è la morte. Ora, con una pronuncia della Congregazione per la dottrina della fede, la Chiesa fa un passo avanti, accettando la pratica della cremazione, sempre più diffusa – peraltro – anche tra i cristiani osservanti. Il placet di Bergoglio sublima la differenza tra corpo e anima, stabilendo che la cremazione non impedisce “all'onnipotenza divina di risuscitare il corpo e quindi non contiene l'oggettiva negazione della dottrina cristiana sull'immortalità dell'anima e la risurrezione dei corpi”.

Un cambio di passo totale, anche se “la Chiesa continua a preferire la sepoltura dei corpi poiché con essa si mostra una maggiore stima verso i defunti”. Su questo fronte si era fermi agli anni ’60, quando il clero aveva timidamente aperto all’accettazione della cremazione. Un ritorno al passato perché nel medioevo era pratica comune incenerire i cadaveri, per motivi di salute pubblica.

Vietate, tuttavia, “la dispersione delle ceneri nell'aria, in terra o in acqua o in altro modo”. Insomma cremazione sì, a patto che le ceneri vengano conservate in un luogo sacro. Quindi niente trofei da esporre in casa o gioielli con quel che resta del defunto in ampolle o gioielli da indossare. Insomma: un bel da fare per gli operatori del settore, che dovranno attrezzarsi su questo nuovo brand.
In attesa del risveglio dal sonno, resurrezione per i cristiani. Polvere siamo e polvere torneremo.

ALESSIA CHINELLATO
Giornalista e blogger

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