La silenziosa ferocia della violenza psicologica

  • Annalisa Lo Monaco

Tempo fa una paziente mi raccontava che la violenza fisica nei confronti delle donne è terribile, ma è altrettanto violenta e distruttrice quella psicologica. Leggendo della ragazza di 23 anni suicidatasi a Roma tre anni fa e dell’ex ragazzo che sarà processato, vorrei raccontare che esiste una categoria di uomini pericolosi che  tendono inizialmente ad essere gentili e pieni di premure con la donna-vittima, poi cominciano a far loro escludere amicizie, frequentazioni parentali, hobby....Allontanano tutto dalla vita delle partner fino a creare il vuoto intorno a loro per diventare l’unico incontrastato padrone. Si manifesta presto la violenza prima verbale e poi fisica e gli insulti, la svalutazione che va a colpire i punti più deboli delle ragazze. Spesso i genitori non se ne accorgono o se ne accorgono troppo tardi. Le ragazze, probabilmente con qualche problema di tipo familiare-affettivo sono ragazze fragili che non riescono a ribellarsi. Magari hanno un basso grado di autostima e qualche insuccesso può scatenare nel partner una scarica di oltraggi che dovrebbe essere inaccettabile ma che invece indeboliscono sempre di più la ragazza rendendola più insicura e incapace di ribellarsi. Ogni persona ha una propria identità che va difesa. Ognuno di noi ha il diritto di vivere, manifestare se stesso e agire come meglio crede. Chi vuole prevaricare, fagocitare, costringere, chi usa violenza anche solo verbale, deve essere immediatamente allontanato dalla propria vita senza esitazioni e ripensamenti.
Una storia d’amore, così come lo stare in coppia, deve rappresentare un valore aggiunto alla propria vita. Una relazione affettiva, un amore,  devono rendere gioiosi, carichi di energie e progettualità. I confronti, anche accesi ci sono, ma sempre entro certi limiti. Una relazione vissuta in modo troppo conflittuale, oppure dove uno dei due subisce passivamente l’altro devono allarmare. Se si vedono le proprie figlie subire imposizioni,  svalutazioni, se non raccontano o si chiudono in se stesse, bisogna intervenire. Un supporto psicologico o un colloquio con un esperto può far aprire gli occhi e prevenire  squilibri che possono sfociare in tragedie.

ANNALISA LO MONACO
Psicologa

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