L’Esercito della metro

  • Giulia/Sotto la Metro

A quasi un anno dagli attentati di Parigi, prendiamo atto di un dettaglio: i 24.000 militari piazzati sotto la metro delle principali città italiane per proteggere la cittadinanza sono ancora lì. Contro ogni previsione nefasta, #noicisiamosempre –  l’hashtag che l’Esercito Italiano ha coniato per l’operazione “Strade Sicure” – si è rivelata una promessa mantenuta. All’inizio, il presidio militare non è stato facile da accettare: le armi ai tornelli spaventavano, l’alternanza di Alpini e Granatieri di Sardegna nelle stazioni non aveva logica apparente, il cittadino perplesso alzava il sopracciglio. “Ma in Italia i Servizi Segreti funzionano, non c’è bisogno...” diceva chi voleva farsi vedere informato. “Ma a Roma c’è il Vaticano, ci proteggono loro...” diceva chi voleva riderci su a tutti i costi.
“Ma poi che fanno, se vedono un terrorista, sparano?” Chiedevano le vecchiette, preoccupate per la propria incolumità.
Dopo un anno, però, il bilancio dell’operazione è più che postivo: in totale assenza (e meno male!) di attacchi terroristici, l’operazione “Strade Sicure” ha riportato numerosi successi. La sezione dedicata del sito dell’Esercito – più puntuale di @Giuliasottolametro... anzi, quasi ne sembra la versione seria e sana di mente – vanta furti evitati, risse sedate, turisti soccorsi, spacciatori arrestati. Quindi, forse, avevano ragione i cittadini: i Servizi Segreti funzionano e il Vaticano ci protegge, ma i soldati hanno comunque trovato il loro modo di farci sentire più tranquilli.
Anche se, certo, quei mitra mentre cerchi di obliterare il biglietto un po’ di paura la mettono sempre.

 

GIULIA SOTTO LA METRO
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