Veri eroi i disabili che non mollano mai

  • Maurizio Baruffaldi

Universal design. Dopo la lettera della deputata pubblicata ieri in questa pagina, che informava e spingeva questa possibilità nobile del "costruire", ho cercato di limitare la barriera della mia ignoranza e ho cliccato la più elementare pagina di Wikipedia. Che  mi è stata utile a capire. Perché persone con difficoltà anche gravissime ne conosco, le vivo quasi ogni giorno e se a qualcuno sembra un problema lontano, di altri e non di lui, sappia che ogni anziano è un potenziale bisognoso di Universal design. Che gli anziani sono i suoi genitori, o i suoi nonni. E soprattutto, se la fortuna e la costanza saranno con lui, lo sarà anche lui. Universal design significa eliminare le barriere architettoniche; che sono tantissime, a partire dalle porte strette, pendenze esagerate, gli scalini, o tutto ciò che impedisce di vedere, o arrivare, a chi è seduto in carrozzina, per esempio; ma è comunque esercizio facile facile riconoscere ciò che impedisce il movimento a chi ha dei limiti fisici. Ora: io non so bene come si possa realizzare un Universal design, ma so che quando osservo un amico che ha perso l'uso delle gambe sollevarsi sulle stampelle perché vuole ancora spostarsi stando in posizione eretta e non sempre seduto sulla carrozzella, e poi lo vedo spostare il suo corpo con la sola forza delle braccia per spingersi verso una meta che è a pochi passi, io percepisco il concetto della parola Impresa. Sì, quello dell'eroismo quotidiano: in tempi fertili di supereroi immaginari, ne ho uno davanti in carne ed ossa. Uno sforzo perenne, per una colpa che non c'è. Però lui ce l'ha e noi no.

Lui si porta dietro quel corpo, tenace e sudato, come il Cristo che piace a molti si portava la sua croce. Uso questo esempio retorico religioso incurante del patetico che mi sento addosso: lo faccio per arrivare a chiunque, anche ai più distratti. Noi dobbiamo ringraziare chi insiste a partecipare nonostante sia pura sofferenza farlo; e magari ci sorride anche, dalla sua orgogliosa disabilità. Lo fa anche per noi. Che dobbiamo essere grati. Fieri, onorati, di essere al suo servizio. Coraggiosi nel difendere i suoi bisogni. Sbilanciare l'impegno, in tutti i modi, per fare che possa muoversi nei nostri stessi spazi. Senza che questo risulti palese e umiliante. Senza aggeggi che gli ricordino continuamente che lui non è previsto, in questo matrimonio ancestrale tra l'uomo e l'ambiente.

MAURIZIO BARUFFALDI
Giornalista e scrittore

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