A Milano è "tempo di Libri"

  • SALONE DEL LIBRO

CULTURA Nella grande guerra dei volumi tra Milano e Torino, la città lombarda svela le sua carte. Ieri è stato infatti presentato il “Tempo di Libri”, il “controsalone” in programma dal 19 al 23 aprile. Il logo è «un libro aperto sul mondo, sulla conoscenza», ha spiegato il presidente di Aie, Federico Motta, che mira a  «iniziare un progetto che vuole cambiare le dinamiche della promozione del libro e della lettura nel nostro Paese. Questo perché ci sentiamo liberi, e si può organizzare un grande evento culturale senza chiedere contributi pubblici».

L’investimento previsto per il lancio è di due o tre milioni di euro, cioè «la cifra che servirà per realizzare le cose che abbiamo in programma», ha detto Solly Cohen, ad della newco formata da Aie e Fiera “La fabbrica del libro”. L’obiettivo dichiarato è attirare 70-80 mila visitatori in Fiera e 100 mila in città. Ancora non si conosce il numero di editori che sceglieranno Milano a Torino, ma «ci auguriamo di averne, grosso modo, 400, circa il 20% di tutti gli editori italiani», ha detto Cohen.

La città protagonista
Nella volontà di Aie, Fiera, Comune e Regione, la nuova kermesse dovrebbe travalicare il confini di Rho e vivere in tutta la città, ripercorrendo la falsa riga di Expo in città, creando sinergie con Bookcity e le università milanesi.  «Tendenzialmente stiamo cercando di creare queste settimane-evento. Credo che si debba sfruttare l’esperienza del Salone del Mobile perché funziona, ma sarà un esperimento», ha detto il sindaco Sala. «Sarà il primo anno, il sistema sarà perfettibile, l’anno dopo funzionerà anche meglio, ma contiamo di inserirci in un aprile che sarà incredibile, fatto di MiArt, Bit e Salone del Mobile e, alla fine, Tempo di libri. Aprile dell’anno prossimo sarà un aprile boom per Milano», ha aggiunto.

«I grandi editori saranno qua, poi credo che bisognerà rispettare il fatto che qualcuno deciderà di andare a Torino. Credo che la scelta all’inizio deriverà da questioni organizzative e quindi da un malcontento degli editori non sulla città di Torino, ma sulla gestione del polo fieristico», ha continuato Sala.
 

“Ci abbiamo provato”
E a chi gli chiedeva se avesse qualche rimpianto circa la mancata intesa con la città della Mole, ha risposto sicuro: «Ci abbiamo provato, se non ci siamo riusciti alla fine io ne prendo atto e cerco di far sì che la città sia aperta e aiuti in questo evento». Sulla rivalità con Torino è intervenuto anche il presidente  Maroni: «Sono soddisfatto» ha detto, «perché è stata risolta la questione con un atteggiamento di grande rispetto e collaborazione. Credo che fare la Fiera qua sia utile anche a Torino. Ho parlato con il presidente Chiamparino e mi pare che quella vicenda si possa considerare chiusa». Un’affermazione smentita subito dal presidente del Piemonte: 

«Con Maroni»  ha fatto sapere Chiamparino «abbiamo scambiato alcune battute riguardo alla vicenda politica generale. L’argomento Salone del Libro non è stato minimamente sfiorato». metro

 

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