La complessa partita dei genitori separati

  • Mauro Leonardi

C’è un campionato, che è la vita intera, che ha in palio il rispetto. Come il calcio, si gioca soprattutto nei weekend. È la partita dei genitori separati. Madri contro padri e figli al centro. Il fischio di inizio è la sentenza di separazione; gli allenamenti tutto quello che ha portato dal giudice. Con la sentenza si entra nel campionato: il mondo dei separati. L' arbitro della partita è la sentenza scritta dal giudice. Sarà lei la regola da rispettare. Ci sono anche gli spalti gremiti di amici e parenti, schierati gli uni contro gli altri. A fare il tifo, a sorreggere la propria squadra. Che prima era una coppia e ora sono i capitani di due squadra avversarie.

Rispetto è scoprire che invece non si è avversari - niente gara -  ma si è alleati per costruire la miglior vita possibile: dei figli e propria. Si vede in questi giorni uno spot Ikea in cui il papà arriva e suona. Non ha più le chiavi: era casa sua ma ora suona ed è annunciato. Lei apre, non si baciano, arriva il figlio che prende i pennarelli della prima cameretta per portarli nella seconda, identica grazie a Ikea. Case diverse, camerette identiche, pennarelli uguali.

Ho molto rispetto per un amore finito che però lascia in vita il rispetto. Perché ci si può anche non amare più ma si può e si deve continuare ad amare il po' di bene che in due si è stati. Che non è solo il bambino ma anche la vita assieme che era la culla di quel figlio. Si potrà rispettare il proprio figlio se si rispetta il bene che si è fatto assieme a quel bambino. Se hai due case, che almeno le camerette e i pennarelli siano gli stessi.

MAURO LEONARDI
PRETE E SCRITTORE

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