No Tav, al via il processo bis

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TORINO Il 27 gennaio del 2015 il presidente del Tribunale Quinto Bosio nell’aula bunker del carcere delle Vallette impiegò oltre un’ora per leggere la sentenza con la quale condannò a 145 complessivi anni di carcere 47 attivisti No Tav per degli scontri avvenuti a Chiomonte nell’estate del 2011, quando fu smobilitata la “Libera Repubblica della Maddalena” e si avviò il cantiere Tav.

Domani aprirà il processo d’appello. Alla sbarra torneranno tutti i 53 imputati del primo grado, sia i 47 condannati che i sei assolti. Ma stavolta a sostenere l’accusa ci sarà il procuratore generale di Torino Francesco Saluzzo, che per la prima volta da quando è succeduto al procuratore generale Marcello Maddalena, si presenterà nella maxi aula Uno. La stessa dove nel 2013 si aprì il primo grado contro gli attivisti No Tav, poi trasferito alle Vallette per motivi di ordine pubblico. Si riparte quindi dalla quell’aula e dalla prima sentenza, 258 pagine, nelle quali i giudici ricostruirono quelle due giornate di battaglie, il 26 giugno e il 3 luglio del 2011. In particolare si soffermarono sulla guerriglia del 3 luglio, sottolineando che i manifestanti erano «soggetti fermamente intenzionati alla riconquista di un’area e agirono con inusitata violenza: la loro condotta, consistita nel lancio di oggetti contundenti e artifici esplosivi, protratta ininterrottamente per gran parte della giornata del 3 luglio 2011 e finalizzata a riconquistare l’area che il 27 giugno era stata sgomberata ed assegnata alle forze dell’ordine, determinò, nella sola area archeologica, il ferimento di 145 operatori delle forze dell’ordine» e il danneggiamento di tre mezzi in loro dotazione.

REBECCA ANVERSA

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