Francesco chiede pace parlando nella moschea di Baku

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AZERBAIGIAN Mai più violenza in nome di Dio. Mi più il suo «santo nome» sia «profanato e mercanteggiato dagli odi e dalle contrapposizioni umane». Le religioni, anzi, siano un veicolo di pace là dove la diplomazia fallisce. Il grido accorato di Papa Francesco sale dalla moschea Heydar Aliyev di Baku, in Azerbaigian, «questo luogo così significativo», perché concreto simbolo di convivenza. All’incontro che Bergoglio tiene con le diverse comunità religiose, è presente lo sceicco dei musulmani del Caucaso, Allahshukur Pashazedeh, che è il leader più rappresentativo. Lo sceicco apprezza l’approccio del Papa, elogiando soprattutto la sua netta distinzione fra islam e terrorismo.

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