Ecco il piano Fs più gomma che ferro

Il nuovo piano di Fs
  • Il nuovo piano di Fs

Roma, 28 settembre 2016 - Cura della gomma e del cemento per Ferrovie dello Stato. Più investimenti, più attenzione al trasporto regionale ma meno esclusività alle rotaie. È, in estrema sintesi, il piano industriale 2017-2026 illustrato ieri a Roma dall’amministratore delegato Fs Renato Mazzoncini che non dimentica le sue origini in BusItalia e infatti propone una rinnovata intermodalità del trasporto pubblico. Ferrovie investirà anche nel Tpl su gomma e anche su Anas che entrerà sotto la holding Fs “come una sorella di Rfi”. I numeri promettono di traghettare l’azienda nel prossimi 10 anni con una diversificazione delle attività del tutto nuova che non tutti hanno accolto come una buona notizia. 

Trasporto regionale

Il gruppo ha già siglato un accordo quadro da circa 4 miliardi per la fornitura di 450 nuovi treni regionali (300 alta capacità, 150 media capacità) ai quali si aggiungeranno 50 diesel. Le stime fornite dall’azienda prevedono un incremento complessivo della quota di posti per chilometro tra l’8 e il 10% entro il 2026. Attualmente già il 20% della flotta è rinnovata, grazie agli arrivi dei nuovi treni consegnati a partire dal 2014. 

Freccialink

Si chiameranno Freccialink le tratte su gomma che si innesteranno su quelle ferroviarie: a regime ci saranno 3mila nuovi bus per i pendolari, oltre ai 500 treni di cui sopra. Le nuove tratte saranno Torino-Ginevra, Gorizia-Udine e Bergamo-Milano. Nel piano ci sono anche 30mila nuovi parcheggi di interscambio su tutto il territorio nazionale per un miliardo e mezzo di investimenti in totale. In sostanza il cliente potrà acquistare il biglietto integrato treno-bus per la città non ragigunta dal treno e prendere un piccolo autobus per arrivare alla stazione più vicina. «Se uno vuole andare a Matera – ha detto Mazzoncini citando il caso forse più eclatante in Italia: la capitale della cultura oggi praticamente irraggiungibile – può comprare il biglietto online integrato, scende in stazione e sale si un minibus veloce su cui ha già il posto assegnato che lo porta a Matera senza fermate intermedie. Copriremo così le principali città turistiche». 

Investimenti

Il piano sarà supportato da una forte iniezione di investimenti: 94 miliardi in  10 anni. In particolare: 73 per le infrastrutture, 14 per il materiale rotabile e 7 per lo sviluppo tecnologico. Più della metà delle risorse sono già disponibili, 58 miliardi, di cui 23 in autofinanziamento e 35 stanziati nei Contratti di programma. 

I sindacati

I segretari generali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti si riservano di esprimere il loro pensiero dopo aver valutato attentamente il piano ma su una cosa sono d’accordo: «Siamo perplessi per la parte dle piano che prevede la cessione di quote di proprietà del ministero dell’economia. Abbiamo più di una perplessità su questo», scrivono i tre segretari, rispettivamente Alessandro Rocchi, Antonio Piras e Claudio Tarlazzi.

Il Ponte diventa ferroviario
Si è parlato anche del Ponte sullo Stretto alla presentazione del piano industriale di Fs. Secondo indiscrezioni riportate dal quotidiano La Sicilia di Catania, il precedente progetto che prevedeva un pianale di 60 metri con  quattro corsie auto e due per i treni verrebbe ridotto con in meno due corsie d’auto. Il Ponte diventa quindi soprattutto ferroviario, come era stato anche ribadito dal ministero dei Trasporti in un intervento alla Camera qualche mese fa.  «Un progetto credibile», parola di ad di Fs Renato Mazzoncini. «Anche dal punto di vista amministrativo tutte le autorizzazioni erano già state ottenute. Bisogna solo cambiare il modello economico, cioè trasformare il Ponte da progetto stradale in project financing in corridoio ferroviario».

STEFANIA DIVERTITO