La religione del M5 Stelle

  • Maurizio Baruffaldi

In una recente puntata della trasmissione In Onda il filosofo cupo e geniale Umberto Galimberti, che tanto ho letto quando avevo i robusti anticorpi di chi è giovane e vorace, paragona il M5S a Scientology. I conduttori gli anticipano che sarà lapidato dalla rete grillina, e lui risponde che il vantaggio di essere vecchi è quello di poter dire la verità e fregarsene tanto, peggio della morte, non ci si può aspettare. Mi avventuro sul fattore religioso del movimento, anch’io, tanto ho una bella età. Berlusconi, che è la Forza Italia, governava. Faceva figure di cacca ovunque. Dimostrava la sua inadeguatezza. E i sondaggi, e le elezioni pure, lo premiavano. Lo stesso che sta succedendo con il primo serio governo affidato alle truppe di Grillo. Perché? I delusi da troppo tempo, gli sfiniti, devono credere a prescindere. E a chi gli somiglia. Chi aspetta ancora la politica laica e lungimirante, che dopo lo slancio costa mestiere e pazienza resta un sognatore. “Una somma di piccole cose”, gran bell’album di Niccolò Fabi. Piccole cose che sono passi e non coro nel vento. Invece torniamo sempre alle terre promesse, oppure al sol dell’avvenire. Scientology non saprei, non sono informato.

A Palermo clima da stadio, gli “eroi qualunque” della folla grillina osannati e protetti. I nemici sono necessari, e tra i presenti si possono scegliere solo i giornalisti, i venduti. Certo, il giornalismo fazioso è inquinante, anzi: fa schifo. Ma farebbero bene a ricordare gli amici del Grillo che tra questi ce ne sono eccelsi che scrivono a senso unico per il grillismo, anche ripudiando la loro stessa intelligenza. Non c'è niente di nuovo. Nessuna anima candida. Solo tifoserie. E vedere schiaffeggiare una giornalista, in modo rabbioso e ottuso fa capire che il popolo del movimento è l'italiano di sempre, che sa solo inveire e stringersi attorno ad un breve e schematico vangelo disco fisso. Che oggi produce anche quel terrorismo da tastiera praticato dagli omini social. E poi sono sempre torvi, incazzati, diffidenti, con il mondo. Ballano e cantano solo quando fanno festa tra di loro. O stai con loro, oppure sei amico di Renzi e dei poteri forti. A parte il sentire ancora parlare dei poteri forti a casaccio, è la presunzione di dare patenti che disturba: si può non avere alcuna stima del bullismo istituzionale del premier, disprezzare la destra che ci tocca, e non credere in nulla del M5S. Farsene una ragione. È il parlar libero a esserse sempre più scomodo.

 

MAURIZIO BARUFFALDI
scrittore

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