Italia ultima in Europa per tasso di natalità

  • Fertility day

ROMA «Ci sono 700 mila persone che stanno provando ad avere figli e che non ci riescono per vari motivi, spesso per patologie che potevano essere curate». Così la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, nel “Fertility Day”. «Molti non sanno che esistono delle terapie, oggi gratuite - ha aggiunto - abbiamo un aumento vertiginoso di malattie sessualmente trasmesse fra i giovani, che si devono tutelare e proteggere. Puntiamo poi a sensibilizzare i maschi, perchè le donne sono più attente alla loro salute. Era tanto che in Italia non si parlava di questi temi». Il nodo è: sempre meno figli e madri sempre più avanti con l’età.

Sempre meno bambini

Secondo i dati Censis sono stati 485.780 i bambini nati in Italia nel 2015, il numero più basso dall’Unità d’Italia, il 3,3% in meno rispetto al 2014 (16.816 nati in meno). Con un tasso di natalità pari a 8,0 per 1.000 abitanti nell’ultimo anno il nostro Paese è all’ultimo posto in Europa. La riduzione delle nascite si registra in maniera uniforme lungo tutta la Penisola, ma le Regioni con la più bassa natalità sono Liguria e Sardegna. Si è verificata una progressiva riduzione del tasso di fecondità, passato da 1,46 figli per donna nel 2010 a 1,35 nel 2015. Gli ostacoli? Crisi economica e politiche familiari carenti. Ma il 60% degli italiani si giudica “poco o per nulla informato” sull’infertilità. E, secondo un’indagine Swg, il 74% degli italiani è preoccupato dal calo delle nascite e oltre 7 su 10 conoscono chi vive la genitorialità come un “vorrei, ma non posso”.

Finti pancioni per la protesta

Con pancioni finti, clessidre e cartelloni per chiedere le dimissioni della ministra Lorenzin. In 12 piazze ieri si è tenuto il “Fertility Fake”, la contromanifestazione nata sui social per contestare la campagna ministeriale e ricordare che «molti vorrebbero fare figli e il problema non è quello dell’infertilità, ma degli asili nido, del welfare e del reddito».

Lorenzin sul depliant: “Errore, non razzismo”

«Noi stiamo parlando di un problema che riguarda milioni di persone. Poi c’è la politica e la strumentalizzazione, c’è un sacco di gente che aspira a fare il ministro». Questa la replica di Beatrice Lorenzin alle polemiche sulla campagna “razzista” per il Fertility Day: «Sul depliant c’era una foto diversa da quella che abbiamo vidimato. Chi ha sbagliato si assumerà le proprie responsabilità». «Dimissioni di Lorenzin? Ma non scherziamo - ha commentato il premier Matteo Renzi - certo quel depliant tecnicamente è inguardabile dal punto di vista della comunicazione ed è sbagliato».

METRO

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