Il Valhalla della fertilità

  • opinioni/PAOLA RIZZI

Certo che c’è una certa tignosa pervicacia nella campagna di comunicazione sul fertility day indetto per oggi dalla Ministra della salute Beatrice Lorenzin. Eravamo rimasti alle polemiche estive sul messaggio veicolato dai poster, a proposito del ticchettio implacabile dell’orologio biologico femminile, per cui meglio fare i figli subito, priorità sociale e rinviare la carriera a dopo, supportato nel Piano sulla fertilità da affermazioni come: “Cosa fare di fronte ad una società che ha scortato le donne fuori di casa, aprendo loro le porte nel mondo del lavoro sospingendole, però, verso ruoli maschili, che hanno comportato  un allontanamento dal desiderio stesso di maternità?”. Già. Ma questo appartiene al passato. All’oggi, anzi a ieri  appartiene la tempesta  scatenatasi sulla copertina dell’opuscolo, poi cancellato in serata con siluramento del responsabile, su “Stili di vita corretti per la prevenzione dell’infertilità”, peraltro pieno di utilissime informazioni: un’immagine divisa in due, sopra il Bene ovvero due coppie di chiara razza ariana, biondi e con gli occhi azzurri, in una luce dorata che lascia intendere ore di stili di vita corretti tra golf e beach volley. Sotto il Male, in  una cupa luce da scantinato, ossia fricchettoni che si fanno le canne e un nero nullafacente, cioé che non si sta facendo una canna ma fa solo “colore”.  Fin troppo facile stigmatizzare la rozzezza del messaggio, tanto che molti hanno pensato ad una bufala.  Invece no. Altro che “il razzismo è negli occhi di chi guarda” come ha detto penosamente la Lorenzin Non so in quale mondo vivano la Ministra e i suoi esperti di comunicazione, forse in qualche Valhalla immaginato da un nazista dell’Illinois ubriaco, ma non è il nostro.

PAOLA RIZZI
Giornalista

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