Amianto, è da abbattere il Biennio del Da Vinci

Amianto a scuola
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Firenze. Amianto friabile nelle pareti interne, fibre di asbesto nei pavimenti, sul tetto: il biennio dell’Iti “Leonardo Da Vinci” è da abbattere e bisogna trovare una sistemazione per i 400 studenti. Ma non adesso. Intanto la campanella è suonata e quelle aule dove il rischio amianto è presente, benchè la pericolosa fibra sia confinata nelle pareti, sono perfettamente funzionanti. Accade a Firenze e il Comune, dopo anni di solleciti e denunce da parte dell’Osservatorio nazionale amianto, ha finalmente deciso che quella struttura va chiusa. Ha avviato quindi l’iter per il progetto e per trovare una soluzione alternativa.
È solo l’ultima puntata di una vicenda che va avanti dal 1997: all'epoca l’Asl certificò che la struttura era rischiosa e andava chiusa e abbattuta. Non è mai avvenuto. L’ex preside (andato via un paio di mesi fa) rassicurò che c’era un monitoraggio costante e che non erano mai state trovate fibre di amianto aerodisperse. Fatto sta che l’Osservatorio amianto ha una lunga lista di docenti deceduti per tumore e per uno di essi, morto per adenocarcinoma polmonare, la perizia di parte sostiene che si tratta di una malattia contratta a scuola, a causa dell’amianto.
Il processo rischiava di arenarsi, ma alcune settimane fa il gup di Firenze ha deciso di non archiviare l’inchiesta e di far continuare le indagini. Anche perché nel frattempo l’associazione presieduta dall’avvocato Ezio Bonanni ha trovato almeno 40 cartelle cliniche di professori che hanno insegnato in quel biennio e che sono deceduti per tumori riconducibili all’esposizione all’amianto.
La testimonianza / Il professore Luciano Macrì

«Il preside ci ha sempre detto che la situazione era sotto controllo, salvo poi affiggere cartelli che dicevano: “non correte, non sbattete le porte”, perchè poteva diffondersi l’amianto». Luciano Macrì è da 20 anni docente al “Da Vinci” di Firenze. 

È sollevato?
Relativamente. Il rischio che abbiamo respirato l’amianto c’è. Sa come si vive con questo pensiero? Male, molto male. 
Ora la struttura dovrà essere abbattuta. 
Finalmente. Il Comune avrebbe potuto utilizzare l’estate per individuare il sito per far studiare i 400 studenti. E invece quella struttura è funzionante. Sa qual è il vero pericolo? Che passi il concetto che respirare poco amianto non fa male. Mentre anche solo una fibra può essere nociva, come sostiene la letteratura scientifica riportata tra l'altro in numerosi procedimenti giudiziari.
Il preside ha sempre sostenuto che il rischio non esiste. Che l'amianto è confinato tra le pareti.
Certo, poi però vietano agli studenti di correre o di sbattere le porte. Il rischio esiste oppure no? Giocano sulla sottigliezza semantica di differenziare la parola rischio da pericolo. Dal punto di vista giuridico possono anche essere due concetti diversi, ma per noi che ogni giorno viviamo in quella struttura è la stessa cosa. La paura permane. 

STEFANIA DIVERTITO

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