Expo sarà un mix di parco e strutture scientifiche

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RHO-PERO Non uno spazio diviso a metà – da una parte il verde, dall’altra le strutture – , ma un Parco della Scienza diffuso, pur nel rispetto del vincolo a verde per il 56% della superficie. Così si trasformerà il sito Expo nei prossimi dieci  anni. A tratteggiare il futuro dell’area, giovedì, l’ad di Arexpo, Giuseppe Bonomi, che ha presentato le tappe per la costruzione del nuovo polo tecnologico di Rho-Pero.

Serrato il cronoprogramma che prevede: entro ottobre la gara per la scelta dell’advisor il quale a sua volta dovrà redigere il masterplan entro fine anno, i primi cantieri aperti a fine 2017 per una conclusione del progetto nell’arco di un decennio.

Technopole e Unimi
I primi insediamenti a partire saranno quelli del Technopole e delle facoltà scientifiche della Statale (il primo è un progetto che ha già avuto i primi finanziamenti, mentre con la Statale è aperto un tavolo di lavoro per il transito che richiederà almeno 4 anni). E per Bonomi saranno proprio Tecnhnopole e Unimi i catalizzatori pubblici dei futuri investimenti privati, calamite che dovranno attrarre le aziende. Una trentina di manifestazioni di interesse sono già arrivate, come confermato dallo stesso Bonomi, tra le quali  Nokia e Ibm, industrie farmaceutiche come Bayer e Roche e istituzioni pubbliche come la Scala. Nelle intenzioni della Società il futuro “Parco della Scienza, del Sapere e dell'Innovazione” non dovrà però essere “un agglomerato di domande espresse dal mercato, ma sarà in funzione delle iniziative di interesse pubblico, che attrarranno investimenti e porteranno a un piano sostenibile".

Degrado evitato
Circa l’oggi, per l’ad lo smantellamento dell’area «è andato molto avanti, così come la restituzione delle aree» e «non siamo in presenza di degrado grazie alla fase transitoria», voluta dalla Regione. Bonomi, infine, ha confermato che Experience, l’apertura di parte del sito nei periodi estivi, continuerà nei prossimi anni e che il mantenimento del sito fino all’inizio dei lavori costerà circa 12 milioni l’anno. ANDREA SPARACIARI

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