È a settembre che iniziano le ferie

  • Mauro Leonardi

A settembre iniziano le scuole e si torna in ufficio. Questa frase può voler dire tante cose. Se sei senza figli vuol dire che inizia di nuovo il traffico e addio vacanze. Se sei senza figli e con un lavoro che non ti piace, oltre al traffico vuol dire anche che aspetti il prossimo week end per un po’ di pace. Se hai tra i quattro e i dieci anni, vuol dire che rivedrai gli amichetti. Se hai tra i dieci e i diciotto anni, vuol dire che sei triste perché ritorni a scuola. Se hai figli, pensi che il lavoro sia una liberazione, che le vacanze durano troppo e che finalmente puoi affidare i tuoi figli alla scuola. Perché la scuola è importante per la vita futura ma pure per quella presente. Perché la scuola fa curriculum ma salva anche i matrimoni. Perché, soprattutto, ora che si lavora dieci ore al giorno non siamo più abituati a stare con i nostri figli: e stare al lavoro vuol dire stare con persone adulte che magari saranno anche pesanti ma non fanno duecento domande al minuto e ti danno la possibilità di fare pipì senza parlarti attraverso la porta del bagno. E poi è la legge non scritta di ogni rapporto d’amore: il desiderio, con un po' di distanza - non troppa - cresce. La misura ideale di "un po’ di distanza" sono le ore passate a scuola. Insomma il mese di settembre per molti di noi - per i genitori soprattutto - è l’inizio delle vere ferie. Sembra una battuta ma non è così. Fatevi un giro sui social e troverete battute e vignette e con genitori felici che fingono di piangere mentre portano i figli a scuola ma in realtà ridono. L’ho sempre detto: ridere è una cosa seria.

 

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