Scuola, caos categorie "spariti" migliaia di prof

Caos scuola
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Roma. L’hanno chiamata “classe fantasma”, perché se ne sono perse le tracce di mese in mese. I quasi otto milioni di studenti che tra ieri e oggi siederanno tra i banchi non troveranno i docenti di tutte le discipline. Uno su sei mancherà all’appello, secondo i sindacati. Un caos di graduatorie e classi di concorso che ci viene raccontato dal sindacato Anief: «A 14 mesi dall’approvazione della legge 107/2015 - commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal - non abbiamo visto approvata nemmeno una delle undici leggi delega». 
Il maxi ricorso
Due i fronti aperti: ci sono gli aspiranti docenti che hanno partecipato al concorso e non hanno superato gli scritti: in media è il 55% ma con situazioni limite come gli aspiranti docenti di inglese in Lombardia. Erano 177 i posti disponibili dichiarati dal Miur, in 691 hanno partecipato allo scritto ma solo 63 lo hanno passato. Il Codacons sta preparando un ricorso collettivo al Tar Lazio sostenendo che i criteri di valutazione erano discrezionali. 
Italiano per stranieri
Il paradosso riguarda una classe di concorso nuova di zecca, l’A023. Si tratta dell’insegnamento dell’italiano per gli stranieri, materia richiestissima. Nel 2016 nelle scuole di Milano e della Città Metropolitana sono stati registrati 2.415 nuovi arrivi di minori stranieri, 1.419 nelle scuole primarie, 705 in quelle di primo grado e 205 in quelle di secondo grado. Ebbene i 101 posti disponibili annunciati mesi fa sono diventati 4 in totale. Alcune regioni tipo la Sicilia e Toscana non hanno cattedre disponibili. Come è possibile? Secondo il Miur è stato un problema di comunicazione tra gli uffici centrali e provinciali. «Hanno annunciato a febbraio tanti posti disponibili per placare le richieste europee. Posti che poi sono scomparsi», ribattono dall’Anief.
 

Io, docente fantasma

Paola Minieri, napoletana che da anni vive a Milano, non ha fatto in tempo a festeggiare l’aver superato le prove che ha dovuto ricredersi. Nella sua regione, la Lombardia, i posti di insegnante di lingua italiana per stranieri sono scomparsi. «Dovevano essere 101, siamo in 4». Paola, ex impiegata Ibm che ha rinunciato a un contratto a tempo indeterminato per seguire le sue passioni, l’inglese e l’insegnamento, non riesce a crederci: «Abbiamo due file del ministero: uno diffuso a febbraio con dei numeri e l’altro di questi giorni dove tutto è incredibilmente ridimensionato». Eppure l’esigenza di questo insegnamento c’è. «Basta guardare nelle nostre città, nelle nostre scuole. Avremmo dovuto insegnare anche nelle scuole per adulti, ma anche di questa possibilità s’è persa ogni traccia. Se avessi saputo in anticipo che c’erano solo 4 posti non avrei studiato tutta l’estate».

STEFANIA DIVERTITO

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