Olimpiadi, dopo la tregua si pensa al 2024

  • Umberto Silvestri

 Le  Olimpiadi di Rio si sono concluse  da poco e già infuria la polemica sulla candidatura di Roma per quelle del 2024. In verità non era mai terminata; era soltanto scemata con la tregua brasiliana, in attesa di riposizionare le truppe dei pro e dei contro. Io non ho mai fatto mistero sulla mia opposizione all’evento. A mio parere non ci sono le condizioni e probabilmente nemmeno i soldi, soprattutto dopo l’ultimo sisma che ha colpito il nostro paese, al quale dovrà andare tutta la nostra attenzione e il nostro sostegno, anche economico. Si sono fatte avanti Milano e Firenze  e ciò, se non fosse una boutade politica e i cittadini meneghini volessero, come quelli fiorentini,  potrebbe essere  una novità. Su Rio avremo tempo,  al di là dei risultati sportivi che  per un po’ formeranno la storia o solo le cronache, di capire meglio come sono andate le cose. Se hanno aiutato lo  sviluppo, se sono stati rispettati i costi e le previsioni, se hanno portato occupazione e lavoro. Possiamo dire per certo che hanno fatto conoscere meglio,  al di la degli stereotipi,  un grande paese con enormi differenze e contraddizioni: ricco e povero contemporaneamente, violento e amabile, bello e osceno. 
                                                                                                                                                 Dell’evento in se invece, della parte sportiva o di quello che ci è girato attorno,  mi è rimasto il ricordo dell’acqua verde delle piscine, una città bellissima anche con il cattivo tempo, le gioie dei tanti atleti partecipanti, alcune polemiche e parole fuori posto tra i colleghi di pista o di vasca, l’amarezza per la squalifica per doping del nostro marciatore Alex Schwazer, tra l’altro non provata e al centro di una spy story internazionale ingarbugliata.

Mi resta l’immagine del  judoka egiziano che rifiuta la stretta di mano a quello israeliano, ma anche quella della tiratrice greca Anna Korakaki che festeggia  l’oro in compagnia ai profughi siriani, a riprova che quindici giorni di sport e di allegria non possono cancellare le guerre e i drammi quotidiani, che la tregua olimpica è un’illusione e la fraternità, così come la compassione sono sentimenti  individuali.

La bellezza delle acrobazie della Biles, la ginnasta americana figlia della volontà di riscatto, del sacrificio personale,  ma anche del   “miracolo americano”  che forse esiste davvero.

Gli  spalti vuoti in molti degli stadi delle gare a riprova che il Brasile è un paese  ricco, ma con molti poveri.

I bla bla bla incontinenti dei  cronisti Rai che confermano la tradizione degli italiani come   “popolo di santi , di eroi e  navigatori…..” ma soprattutto di chiacchieroni.

La grandezza di Leonida, al secolo …..Phelps

L’incredibile record sui diecimila metri dell’etiope Ayana, che ha scatenato polemiche e invidie. Lei ha ammesso di essere dopata…..ma di amore verso Gesù. Chissà se all’antidoping………

I messaggini di Renzi alla schermitrice Di Francisca. Se hanno portato  sfiga non lo so ma,……pur se   “a pensar male si fa peccato “ ….. la medaglia d’oro l’ha vinta un’altra .

Le orrende divise della nostra delegazione sportiva.  Re Giorgio (Armani), sul podio ha mandato il suo marchio (AE7) e alle sfilate i suoi modelli,  l’Italia era solo lo sponsor. Chissà se Malagò se n’è accorto.

La brutta caduta di Nibali e quella peggiore della Van Vleuten. Tutto è bene ciò che finisce bene. Auguri!

Le tante (troppe) medaglie dei tiri che proprio non mi appassionano e , come direbbe una canzone: “….se questo è ....”. Comunque complimenti a Campriani e ai suoi colleghi.

L’America, che è un altro continente, ma forse semplicemente….un altro pianeta

Il doping di stato che ha cancellato la Russia ma non i russi.

La  Cina che è sempre più vicina

La rappresentativa dei rifugiati….splendida iniziativa con grande  puzza  d’ipocrisia.

La coraggiosa protesta della ragazza iraniana a favore delle donne del suo paese escluse dagli stadi.

Le insopportabili proposte di matrimonio in diretta.

Il  titolo cretino del Quotidiano Sportivo sulle “cicciottelle” italiane del tiro con l’arco; quello razzista del San Jose Mercury news sull’afroamericana Simone Manuel e gli epiteti imbecilli dei bulli sui social  contro la ginnasta nera Gabby Douglas, dimostrano che la libertà di espressione è un bene prezioso ma non tutti lo sanno utilizzare.

 Wonder woman  che esiste: è la nuotatrice americana Katie Ledecky; ma anche Super man e si chiama Bolt.

Qualcuno ha capito se il discobolo tedesco Harting durante le premiazioni protestava, giocava, era ubriaco o  solo scemo?

Le due gemelle coreane Kim e le tre estoni Leila, Lily e  Liina nella maratona. Belle e…….. identiche per davvero!

 Il Presidente della Fidal   Giomi seraficamente ha ammesso  che: “si è chiuso un ciclo”….. dimenticando  di dire: “ perché  il paziente è morto. L’atletica italiana”.

La straordinaria Adelinde  Cornelissen l’amazzone olandese che  ha rinunciato all’ oro  per amore  del suo cavallo. Complimenti!

Il carrozzone Casa Italia……..: dato che pagava Pantalone…..

Il premio De Coubertin alla mezzofondista neozelandese Hamblin. Meritatissimo.

UMBERTO SILVESTRI, giornalista e scrittore
 

 

Articoli Correlati
Umberto Silvestri

Migranti, è unaquestione epocale

L'opinione di Umberto Silvestri
Umberto Silvestri

Sotto l'assediodelle fiamme

Ce la siamo cavata buttando giù una rete di recinzione pochi minuti prima che le fiamme ci avvolgessero: il proprietario ci ha minacciati di denuncia
Umberto Silvestri

La crisi, il lavoro e tutti quei soldi

L'opinione di Umberto Silvestri