Prof assunti e trasferiti l'allarme dei sindacati

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SCUOLA  "I numerosissimi reclami che stanno arrivando agli Uffici territoriali del Miur testimoniano il malfunzionamento dell’algoritmo della mobilità interprovinciale che il ministero si rifiuta ostinatamente di rendere pubblico". Lo sottolinea la Gilda Insegnanti, scesa in campo al fianco delle migliaia di insegnanti che, soprattutto al Sud, protestano contro i trasferimenti da un capo all'altro d'Italia. “Purtroppo - a quanto dichiara Rino Di Meglio, coordinatore Nazionale della Gilda degli Insegnanti - la soluzione proposta dall’amministrazione non risulta efficace per correggere in tempo utile tutti gli errori generati dal sistema”. "Infatti - spiega - l’istituto della conciliazione è macchinoso e complesso. Facile prevedere tempi lunghi per la soluzione delle conciliazioni. Nel frattempo, vista la tempistica della procedura della chiamata diretta, i dirigenti scolastici stanno già assegnando alle scuole coloro che sono stati trasferiti nell’ambito, per cui le migliaia di docenti già vittime degli errori del sistema saranno collocati presumibilmente nelle sedi scolastiche più disagiate (quelle che rimarranno) con grave lesione del propri diritti, oltre al danno la beffa", continua.   “Per questo motivo - afferma Rino Di Meglio - la Gilda degli Insegnanti chiede di sospendere l’iter della chiamata diretta e suggerisce all’Amministrazione di procedere, come fanno in genere tutte le amministrazioni pubbliche in caso di errori, con l’istituto dell’autotutela, che prevede: l’istanza dell’interessato, l’esame dell’Amministrazione e, qualora la richiesta fosse fondata, l'accoglimento per vie brevi”.

In campo è scesa anche l'Anief Cisal. Per Marcello Pacifico Miur e governo devono "risolvere al più presto ogni singola situazione" dei 32mila docenti che entreranno in ruolo a settembre, alcuni dei quali in una sede lontana dalla propria regione. "Il problema -avverte- non è di chi ha fatto domanda, ma di chi ha creato questo meccanismo infernale. Se si vuole scongiurare davvero che a settembre uffici e dirigenti scolastici siano sommersi dai ricorsi, una realtà inevitabile che i vertici di Miur e Governo continuano a sottovalutare - ha sottolineato Pacifico - si mettano da parte le posizioni politiche e si faccia ricorso all'onestà intellettuale per risolvere al più presto ogni singola situazione". Il sindacato, infatti, ha calcolato che "gli Uffici scolastici regionali (Usr) potranno gestire al massimo il 10% di trasferimenti inesatti. Oltre i quali, algoritmo e amministrazione scolastica andrebbero in tilt".

Preoccupazione era stata espressa anche da Valentina Aprea, assessora all'Istruzione della Regione Lombardia: “Spero solo che il Ministero -sia ancora in tempo per evitare il rischio dell’avvio irregolare dell’anno scolastico, perchè ne pagherebbero le conseguenze i più incolpevoli di tutti: gli studenti e le loro famiglie". E ha ricordato come tutto fosse già previsto dalla Buona Scuola, però con una aggravante: "Il vero elemento di innovazione che avrebbe potuto introdurre una gestione meno burocratica degli organici - la chiamata diretta - è stata fortemente depotenziata dallo stesso Ministero, confidente che così avrebbe potuto sedare le immancabili proteste estive, come è riuscito a fare lo scorso anno, concedendo la possibilità ai nuovi assunti di restare ancora per un anno nella sede di supplenza dell’anno precedente”.

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