Olimpiadi, in un libro tutte le storie più belle

  • Letture olimpiche

OLIMPIADI Si accettano scommesse su un fatto: la più bella storia di sport alle Olimpiadi è quella tra Jesse Owens e Luz Long, forgiata sotto gli occhi attoniti di Hitler e davanti alla sconfitta del «perfetto esemplare della razza ariana» ad opera di un ragazzotto di colore con le ali ai piedi. Ma si può scommettere anche sun un altro fatto: le storie di amicizia, amore e coraggio, alle Olimpiadi, sono tantissime. E non ne conosciamo che poche.
Una miniera scoperchiata da Luca Pelosi in "Olimpiche" (Edizioni della Sera, 194 pagine, 15 euro), con i cinque cerchi a fare da sfondo a storie di sportivi che alle Olimpaidi sono stati preceduti ed in qualche caso battuti dalla loro umanità.

Non è una cosa da poco oggi, sotto il fuoco incrociato del doping e dello sport come ragione di Stato. Le Olimpiadi di Rio, in questo senso, sono paradigmatiche. Per questo fa piacere leggere dell'incalcolabile distanza sociale che divideva, come un abisso, David George Brownlow Cecil, meglio noto come lord Burghley, sesto marchese di Exeter, e Luigi Facelli, figlio di contadino e soffiatore di vetro (primo ad accedere alla legge Bacchelli): due che si sfidarono per una vita intera saltando gli ostacoli e nella competizione impararono prima a rispettarsi e poi a colmare con la fatica ed il sudore la distanza che li divideva fino a conquistare l'amicizia l'uno dell'altro. Fa piacere leggere di Alma Richards e Hans Lieshce, che si sono incontrati una sola volta in gara e mai più si sono fisicamente rivisti: salvo scriversi per una vita, da un capo all'altro del mondo, ricordando quel giorno delle Olimpiadi a Stoccolma e costruendoci sopra una amicizia che vale più di mille medaglie. O come la storia della medaglia all'amicizia eterna, tra due rivali, Shuhei Nishida e Sueo Oe, che le loro medaglie d'argento e di bronzo le fecero tagliare a metà per averne entrambi metà in argento e metà di bronzo. Le storie riportate da Pelosi sono tante. E poi ci sono anche delle interviste a Jury Chechi, il Signore degli anelli, alla leggenda del pentathlon Daniele Masala, al gigante del nostro basket Dino Meneghin ed a Sara Simeoni, un'altra che di Olimpiadi se ne intende.

Poi certo, alle Olimpiadi ci saranno sempre le scoperte amare legate al doping, alle decisioni politiche di non perseguire con forza i colpevoli ma, come dice l'indimenticabile Gelindo Bordin nella sua prefazione, «l'Olimpiade denota una cosa semplice: la parte bella vince sempre sulla parte brutta». E le storie di questo libro lo dimostrano.

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