Francesco in silenzio nei campi di sterminio

  • Papa Francesco

POLONIA Papa Francesco ha varcato da solo il cancello del Campo di concentramento nazista di Auschwitz. Poi ha camminato lungo il viale fermandosi infine, da solo, a riflettere e pregare. Il Pontefice è rimasto oltre 15 minuti su una panchina di fronte a una forca dove impiccavano gli internati ribelli per incutere timore negli altri. Era assorto con le mani unite e gli occhi semichiusi. Poi si è alzato ed è andato a baciare uno dei pali della forca. Quindi ha raggiunto in auto il blocco 11 dove venivano uccisi gli internati con le "docce a gas". Qui il Papa ha salutato 11 sopravvissuti. L'ultimo gli ha consegnato una candela con la quale Francesco ha acceso una lampada.

L'omaggio a Kolbe

Nel blocco 11 del Campo di concentramento di Auschwitz fu rinchiuso il francescano Massimiliano Kolbe condannato a morire di fame. Proprio il santo, nella cella sotterranea dove era stato "murato", aveva inciso, graffiando, una croce su una parete. Davanti a questa croce Francesco, che era entrato da solo nella cella, si è fermato a pregare ancora in silenzio, seduto su una semplice sedia. Poi Papa Francesco ha scritto in spagnolo su libro d'onore del Campo di concentramento di Auschwitz: «Signore abbi pietà del tuo popolo! Signore, perdono per tanta crudeltà!». Quindi si è avviato a piedi verso l'ingresso per proseguire la  visita nell'adiacente campo di Birkenau dove ha incontrato un centinaio di "giusti delle nazioni" che salvarono ebrei, con i loro familiari. Papa Francesco ha acceso una lampada e lasciato una lettera sul basamento delle 23 lapidi che ricordano 1,5 milioni di vittime della follia nazista in tutte le lingue degli internati, compresa quella dei rom, il romanes. La scritta recita: "Per sempre lasciate che questo posto sia un grido di disperazione e un avvertimento per l'umanità".

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