La birra dei monaci va in rete

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Ora et labora, ovvero prega e lavora. La regola di San Benedetto di oltre 15 secoli fa continua ad essere un precetto fondamentale anche per i monaci del monastero di Norcia, paese del perugino con quasi 5 mila anime nel cuore dell’appennino umbro-marchigiano. È qui che questi monaci dalla mattina (ancora prima dell’alba) fino a sera producono un’ottima birra artigianale. Si tratta della birra Nursia, prodotta in tutte le fasi di lavorazione: si va dalla cottura all'imbottigliamento (che richiede etichette specifiche per i vari Paesi), fino ad arrivare alla vendita. «La nostra sveglia suona alle tre e mezza. Cercavamo un prodotto simbolo della vita monastica da lavorare e l’abbiamo trovato proprio nella birra. D’altronde il lavoro fa parte della nostra cultura, perché i monaci sono tali solo se lavorano con le proprie mani», afferma padre Benedetto Nivakoff, cresciuto nel Connecticut e da 15 anni in Italia, proprio nel monastero di Norcia. Oggi per questi monaci benedettini il lavoro è declinato anche con le nuove tecnologie. Infatti il birrificio - nato quattro anni fa all’interno del secolare monastero e già allargato per via dell’aumento di domanda - produce una birra che è venduta anche in rete su Birranursia.com. Sito multilingua con e-commerce integrato che raggiunge ogni angolo del mondo. «In Italia vendiamo anche nel nostro negozio nel monastero, ma grazie alla rete abbiamo scoperto che c’è tanta richiesta di birra artigianale. Gli ordini ci arrivano da Stati Uniti, sud-Africa, Finlandia, Brasile», conclude padre Benedetto.

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti

 

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