Continua a risplendere, Lorenzo

  • Giulio Iraci

Lorenzo Amurri metteva tutti d'accordo. Mai, come ora che non c'è più, questa espressione mi è suonata così armonica, così vera. Chiunque lo abbia conosciuto veramente sa che è così.

Un filosofo pitagorico del V secolo a.C., teorico del tetracordo, ipotizzò che al centro dell'universo ci fosse un fuoco, l’Hestìa (focolare, casa), origine e senso dell'armonia cosmica. Certamente Filolao, quando unì la musica all’astronomia, non pensò a un uomo, per quanto luminoso: eppure cos'era Lorenzo, nel microcosmo di chi lo amava, se non la casa in cui tutti i suoi amici si sono incontrati, hanno dormito, si sono armonizzati?

Quando l'incidente gli impedì di suonare, privandolo della sua vita più cara, continuò a produrre musica, anche la sua, inedita, che pochi conoscono. Poi, stanco di non suonare le corde, cominciò a suonare le parole, sempre a modo suo, con gli stessi accordi. Prima sul blog “Tracce di ruote” e poi nei libri.

Due anni fa lo invitai a scuola, per presentare il romanzo d'esordio Apnea (Edizioni Fandango). Ci guardammo stupiti, divertiti. Dopo essere stati membri della stessa rock band, continuavamo a suonare: lui scrivendo, io insegnando.

Un incontro con l'autore come tanti eppure diverso, diversissimo: per me, che con lui avevo condiviso molto di più; e per lui, che con la scuola aveva avuto un rapporto, per così dire, watersiano.

Nelle settimane che precedettero l’incontro, gli alunni avevano letto il suo libro e avevano preparato domande dirette, intime. Lorenzo rispose a tutti, sorridendo, con calma, e molti di loro si trattennero con lui oltre l'orario scolastico, scoprendosi satelliti di quel sole.

Alcuni di loro, ieri, mi hanno inviato le condoglianze più significative, perciò è a loro che dedico questo articolo.

Parlate di quell'incontro, ragazzi, fate leggere i suoi romanzi ai vostri amici, ai vostri figli.

Lorenzo e la scuola, è vero, erano due galassie lontane e la sua (grande) cultura era senza dubbio extra-scolastica. Ma quell’incontro, di “riconciliazione”, dimostra che stare a scuola (o tornarci, come nel suo caso) è importante. Ma, soprattutto, dimostra che la vostra intelligenza, come la sua (affettiva, creativa, prodigiosa), un giorno può manifestarsi pienamente. E risplendere.

Continua a risplendere, Lorenzo…

GIULIO IRACI