Trastevere ormai vuoto a perdere

  • Massimo Brando

Mi sento di dire la mia sulla vicenda di Beau Solomon, lo studente della John Cabot University ammazzato a Roma sulle sponde del Tevere, dopo nemmeno 24 ore che era arrivato per un soggiorno di studio di 5 mesi, perchè abitando nella “via degli studenti americani” vivo sulla mia pelle il degrado generalizzato che ormai ha colpito Trastevere come un cancro. Sono anche un collaboratore della JCU e non posso davvero essere accusato di dare sui suoi studenti giudizi in qualche modo “prevenuti”. Questa squallida vicenda è lo specchio esatto di quello che è diventato questo rione in decenni di gestione dissennata. Sono coinvolti 3 aspetti:
1) La Movida Selvaggia. Da anni il rione è stato sacrificato alla Movida Selvaggia nel segno dello sballo, del delirio alcolico, delle pisciate in ogni dove e della gente incattivita su di giri cui devi stare attento a come chiedi di potere entrare in casa tua. E sono soprattutto italiani e giovani. Ma gli studenti della JCU, come Beau, vengono subito risucchiati in questo vortice. Nella mia via c'è il “pub degli americani”: le vie davanti si trasformano in un'orgia alcolica urlante per tutta la notte dove questi giovani si “lasciano andare” in atteggiamenti che nella provincia americana da cui provengono costerebbero le manganellate dei poliziotti. Si arriva già educati al fatto che Trastevere è il luogo dello sballo che dura qualche ora/giorno/mese e poi si torna alla vita “normale”.
2) LA MALAVITA. Non parlo dalla criminalità organizzata che pure c’è ed è un problema, ma della (presunta) microcriminalità fatta di furti, rapine, auto scassinate etc che prospera attorno allo sballo e in cui è incappato Beau.
3) I SENZA TETTO. Per la maggior parte sono  punkabbestia fatti come cucuzze h 24 che dormono sotto i ponti del Tevere, ma che di giorno stazionano nel quartiere a chiedere “gli spiccioli”, generalmente astiosi e aggressivi. Il loro punto di ritrovo è Piazza Santa Maria in Trastevere dove stanno stravaccati a 10 metri dai militari di Operazione Strade Sicure. In una di queste persone si è imbattuto il povero Beau, ubriaco, spaventato, confuso e plagiato da un'idea deformata di Roma, mentre inseguiva i ladri della sua roba ed è andato a sbattere contro un signore che lo ha visto come un invasore della sua tana. Sarebbe potuto succedere anche a me se avessi avuto l'ardire di sconfinare in quell'Underworld che deve rimanere under appunto.
Ecco, questa è la situazione a Trastevere. La soluzione? Mi verrebbe da dire non ce n’è più. Bisognerebbe partire da una rivendicazione forte del decoro  inteso come rispetto dell'ambiente in cui si vive. Altrimenti è un atteggiamento coloniale, sia che si tratti di “americani” sia che si tratti di italiani: sfruttamento di un territorio per una monocoltura (lo SBALLO a tutti i costi). Poi ci sono i mitici amministratori che nel corso dei decenni hanno trasformato un quartiere popolare in una vuota disneyland dall'economia farlocca e mortuaria: ristorazioneristorazioneristorazione e b&b spesso abusivi e gestiti da  centrali che con Roma e i trasteverini non hanno nulla a che fare. E questa è una colpa di cui parleranno i libri di storia.

MASSIMO BRANDO
Archeologo