Ho solo a cuore le sorti della scuola

  • TONY SACCUCCI

È incredibile come l'esercizio della critica sia faticoso non in termini teoretici ma in termini sociali. È quasi impossibile immaginare come alla fine si rimanga isolati quando non si prende parte all'ammucchiata della divisione politica. Quando ci si tira fuori dal manicheismo del tifo. Potresti anche aver ragione ma avrai comunque torto perché non stai con una delle due parti in lizza. Così, nelle ultime settimane sono arrivate a questo giornale mail di lettori che sostanzialmente mi accusano di essere una sorta di corifeo dell'antirenzismo che sfrutta la critica alla riforma scolastica per dare addosso al governo. Poiché le mail sono svariate e di varia natura, mi sento in dovere di specificare ulteriormente la mia posizione. Quando uscì la prima bozza della Buona Scuola, una sorta di carta di intenti, scrissi che non mi dispiaceva per niente. Apriti cielo: il mio profilo Facebook fu invaso da giudizi negativi  e finanche insulti.  Colleghi che mi davano del venduto, del poveraccio, del traditore. Ho resistito aspettando il testo della legge 107 che evidentemente ha tradito lo spirito (per la verità sostanziato solo da vaghi intenti, ma pur presenti) dei propositi iniziali. Primo fra tutti la questione degli stipendi, dell'aumento degli stipendi dei docenti, completamente disatteso. Così, ho cominciato a scrivere, a denunciare questa mancata corrispondenza più che evidente. E sono arrivate le critiche dei renziani acritici. Senza considerare che personalmente non ho problemi né col renziano né coll'antirenziano. Ma ho a cuore solo le sorti della scuola, perché queste determinano quelle del Paese. E, sinceramente, i Renzi passano ma l'Italia resta.

TONY SACCUCCI,
insegnante e scrittore

 

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