Casaleggio, Grillo e Rousseau

  • Tony Saccucci

C’è un dato di queste amministrative che è sfuggito ai più: la simbologia della vittoria pentastellata. Che ci sia voglia di rinnovamento, di “rivoluzione” è cosa scontata. Voto di protesta o di proposta non è manco rilevante.

Un voto è un voto, si va a votare per cambiare. Anche chi si affidò a Renzi (senza voto) lo fece in nome del cambiamento. Si presentò come il rottamatore, lui. Parliamo di roba di un paio d’anni fa.

Possibile che sia già vecchia? Il Movimento rottama il rottamatore in nome di una palingenesi più alta. Ma che cos’è che attrae dei 5 Stelle? Dov’è che Grillo ha indovinato la ricetta?

La verità si nasconde nei dettagli, in una lapidaria dichiarazione postelettorale del comico: «Noi costringeremo tutta la gente che ha buttato fango su di noi in tutti questi anni a diventare delle brave persone, delle persone corrette. Costringeremo queste persone a diventare almeno culturalmente oneste».

Vi invito a riflettere sul termine “costringeremo”. È questa costrizione, questo obbligo morale ad attrarre irresistibilmente. Perché solo in questa “buona costrizione” si scorge la catarsi, l’uscita dalla palude italica, dalla fogna. Non è la prospettiva politica ma quella morale a salvarci. E la morale è obbligo. Dietro il Movimento non ci sono i cittadini, o comunque ci sono come ci sono dietro gli altri partiti.

Dietro il Movimento c’è un disegno ben preciso, il cui regista è stato Roberto Casaleggio (e forse ora è il figlio). Una visione della politica che attinge alla storia, globale, simbolica.

La scelta di chiamare l’associazione che comanda tutto con il nome del moralista ginevrino non è casuale per niente.  L’Associazione Rousseau “è un sistema operativo ideato per convogliare in un’unica piattaforma il dibattito politico, la scelta dei candidati e le decisioni da prendere”.  Insomma, determina la linea, è il Comitato di Salute Pubblica, la faccia morale della Casaleggio Associati. Etica ed economia, categorie crociane.

Nel Contratto sociale Rousseau scrive: “Se qualcuno non vorrà essere libero lo si costringerà ad essere libero”. Sono, nel bene o nel male, le stesse parole di Grillo. Costrizione alla libertà, costrizione all’onestà culturale, costrizione a diventare brave persone. Il leader politico si trasforma in guru quando il vuoto morale degli uomini ha bisogno di essere riempito. 
Come un oste con le botti vuote.

TONY SACCUCCI
Insegnante e scrittore

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