Raggi e Appendino non sono scelte naif

  • Maurizio Baruffaldi

A Milano non si vota per esasperazione. Non si vota contro. Non si vota un punto di domanda. I due candidati apparivano affidabili, capaci per dimostrato curriculum, intercambiali. E hanno quasi pareggiato. I punticini di differenza li ha fatti il bonus della giunta Pisapia; e per quello che vedo e conosco, anche una certa riluttanza nei confronti di alcuni personaggi che suo malgrado Parisi aveva nel bagagliaio. I cinquestelle a Milano non sono stati presi in considerazione; la città vuole garanzie.
La situazione era invece opposta, e lampante, nella capitale: ci avete rotto tutti er ca... E quindi resettare. A Torino l'ambiente era stanco; stanco della stessa musica da troppi anni. Una scossa era necessaria, anche ai vinti. Ma è stato un terremoto. La differenza l'hanno fatta anche le candidature: a Roma e Torino il movimento ha lasciato da parte le scelte naif, che vanno dalla disoccupata milanese al Brambilla nel sud, e si è affidata a donne di mestiere, che conoscono la materia che conta. Una avvocato che si è fatta le ossa in un importante studio legale, relazionandosi in modo trasversale con il mondo romano: dallo studio Previti a Sel, dalle associazioni solidali ai mercatini biologici. E una  bocconiana, figlia della buona borghesia imprenditoriale torinese, moglie e prima collaboratrice di un giovane imprenditore. Last but not least: sono due belle donne, giovani e toste.

Mai come in queste elezioni l'età anagrafica ha lasciato il segno; sulla scia del tanto odiato Renzi. Credo che la Appendino avrà un compito relativamente facile, la città è solida, Fassino non lascia danni. Nota personalissima: il fatto che sia amante del calcio ( ha lavorato per la Juventus, ma nessuno è perfetto) e che abbia fatto il terzino fino a 25 anni mi fanno pensare che sia un tipo diverso e che usi la sua testa. Lo auguriamo a Torino. A Roma l'esultanza per la vittoria è legittima. L'impresa c'è tutta. Anche se la Raggi non mi sembra altrettanto indipendente. Sento le solite frasi ad effetto, sulla diversità e sull'integrità, e sul confronto coi cittadini eccetera: ho l'impressione che sia arrivata lì e adesso aspetti che qualcuno le dica cosa fare. Ma massimo rispetto. Non si augura nemmeno al peggior nemico di governare Roma oggi. Tanto che tra amici si diceva che molti del Pd avrebbero votato Raggi. Per farle un dispetto.

MAURIZIO BARUFFALDI
Giornalista e scrittore

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