Berlusconi e i nemici che diventano amici

  • Il commento di Maurizio Guandalini

Quanto affetto attorno Berlusconi. In particolare dai tradizionali nemici, da quelli che "dell'antiberlusconismo" ne hanno fatto una ragione di vita. E di sostanza. Tutti, ma proprio tutti, sono lì ad augurare "lunga vita al Presidente". C'è sicuramente il lato umano della vicenda, quell'onore, liturgico, alle armi che si dà quando di mezzo c'è la salute. Ma c'è di più, anche perché non c'è un vincitore e un vinto, in questa partita, ma, semmai, un naturale tramonto del patriarca e, forse, stando alle sette vite dei gatti, nemmeno questo. Dell'affetto universale si è piacevolmente meravigliato il Cavaliere. E, in cuor suo, se lo aspettava. Berlusconi è un uomo che ha lavorato per piacere trasversalmente. È un "piacione naturale". A differenza di Renzi, cattivissimo, che il "piacere a tutti" lo considera un piccolo equivoco senza importanza. "L'antirenzismo" è più diffuso e tignoso "dell'antiberlusconismo" perché offre meno garanzie, sicurezze e genera poco reddito, nemmeno la pensione. Il tramonto di Berlusconi, stando nella categoria dei nemici (e degli amici interessati che hanno beneficiato del suo buon cuore costruendo improbabili carriere, in politica e negli affari), è dare l'addio a una sicurezza. Il posto sicuro che per vent'anni voleva dire martellare-contro sulla giustizia, sugli affari, sull'etica perduta, sulle "festine allegre". Era un mondo con una trama certa: si sapeva l'inizio e la fine, si sapeva dove colpire. Un fido sul quale è cresciuta una classe dirigente, una politica, un giornalismo, una tv, spettacoli teatrali e televisivi, libri e quant'altro. L'oblio elettorale di casa Arcore e l'impennata di Renzi hanno provocato disorientamento. E la rielaborazione del lutto non c'è mai stata perché il nostalgico mondo antico dei ricordi ha cercato di prendere, quando se ne presentava l'occasione, la meglio. E oggi, ecco il miracolo, i nemici sono i veri amici, i più fedeli che vanno  a sostituire la categoria di coloro che hanno beneficiato del buon cuore del Cavaliere costruendo improbabili carriere negli affetti, in politica e negli affari. Nella palingenesi, nella rinascita, il berlusconismo 3.0 si può costruire solo con gli "antiberlusconiani di razza".

MAURIZIO GUANDALINI
economista e giornalista

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