In tv c’è solo l’Italia peggiore

  • Maurizio Guandalini

Si può dire che Crozza  e la Littizzetto non mi fanno ridere? Che mi piace Checco Zalone? Che è meglio Chiambretti di Floris? Si può dire che la fiction tv Gomorra ce la potevamo risparmiare? Si può o dobbiamo seguire il trend topic corrente dove un gruppetto dà l'ok e tutti gli altri dietro? Scusate l'intemerata ma è insopportabile l'italico pessimismo cosmico trionfante.

Non si può far ridere, non si può fare informazione, non si può fare fiction senza il facciamoci del male di turno.

L'Italia di Crozza è una manica di manigoldi e di deficienti, la Littizzetto peggio che andare di notte, è tutto all’incontrario, col turbo delle parolacce concesse, perché lei può, Floris ci consegna una Italia perennemente sul baratro e prossima a Fame&Miseria e, infine, Gomorra, l'apoteosi, il passpartout della nostra immagine nel mondo.

E poi ci meravigliamo della ricerca Demos-Coop, pubblicata su la Repubblica,  dove esce il frame di un Paese senza speranza, dal futuro incerto e carico di rischi, pessimista, che non fa progetti per sé e per la famiglia.

Sui giornali è acceso il dibattito sulla fiction Gomorra:  ai più piace tanto e va via come il pane  sui canali tv stranieri. Terrei le passioni entusiastiche, per questo “sceneggiato”, a freno. Non c'è tanto da gioire.

«Questa immagine negativa sta passando tra la gente», ha detto il magistrato, partenopeo,  Cantone. Nessun intento di nascondere parte della realtà o farne un totem diseducativo ma, all'estero, gli italiani sono percepiti, in molti ambienti, come quella roba lì, gomorra  e mafia, “grazie” a dei luoghi comuni che non sono mai cambiati nel tempo, dai film di Martin Scorsese alla Piovra, fino ad oggi, appunto, dove l'immagine è tutto: vai a spiegarlo, l’abbiamo visto in un video che circola in questi giorni, agli scugnizzi nei vicoli di Napoli che da grandi vogliono fare il  lavoro di Ciro (il boss di Gomorra) emulando, alla precisione, il camorrista con pistole giocattolo tra le mani. 

Non si parlerà più di camorra se verrà sconfitta ma lasciamo spazio, e  visibilità, a chi, tutti i giorni, fa un onesto lavoro senza sparare, ammazzare o spacciare droga. Dov'è il Bello dell'Italia?

Penso positivo, bello contro brutto.  Sfida controcorrente, e ardua,  in un Paese, dove, alla bellezza, per comodità, si preferiscono i toni duri e crudi tenendo i peggiori fattacci di cronaca e politica in primo piano: è quell'Italia delle occasioni perse, che non va, dove tutto è da rifare che piace tanto ai Caronte di turno.

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