Gli enti “inutili” vanno soppressi

  • Massimo Blasoni

In attesa dell'esito dei ballottaggi nei Comuni più importanti, proviamo a ipotizzare un sistema istituzionale non solo senza Province ma che si articoli in sei Regioni (invece di 20) e mille Comuni (invece di 8.100).

La soppressione di un così grande numero di enti renderebbe possibile la gestione dei servizi e delle funzioni oggi appannaggio dei vari livelli del governo locale? Sono convinto di sì ed è quanto ho provato a spiegare nel libro “Privatizziamo!”.

Già oggi vi sono servizi resi ai cittadini accorpati tra più Comuni o la cui erogazione non riguarda i confini comunali. Si pensi alle aziende ospedaliere e sanitarie, ai distretti sanitari o agli ambiti sociali. Oppure, in economia, ai distretti produttivi o agli ambiti territoriali ottimali per l’erogazione di servizi pubblici integrati come quello idrico o dei rifiuti.

La gestione di strade e autostrade è già oggi effettuata da più soggetti: Comuni, Province, Anas, Regioni. Nulla vieterebbe – anche in tema di edilizia scolastica o altro – che le attuali competenze di Province o singoli Comuni (ad esempio per fognature, polizia mortuaria, farmacie comunali) venissero attribuite a nuove realtà frutto della fusione di Comuni e a macroregioni.

Ovviamente si tratta di trovare un equilibrio e una dimensione ottimali. E per quanto attiene le Province (che pure si stanno abolendo), ha veramente senso - vista l’assenza di fondi - che abbiano tra le loro competenze lo sviluppo economico, il mercato del lavoro e la tutela ambientale?

Sono funzioni che possono essere svolte e meglio in ambiti più ampi come le macroregioni. Questa soluzione abbatterebbe i costi della politica, degli organici e degli acquisti. Anche con riferimento agli investimenti o a costi come quelli sociali che nei piccoli Comuni tendono a crescere per l'assenza di economie di scala.

Questo discorso vale pure per le Regioni. E i dipendenti in esubero che resterebbero negli organici pubblici anche dopo fusioni e soppressioni? Qui si rende necessario il superamento della sostanziale illicenziabilità nell’impiego pubblico. Rendiamo privati gli organici preposti all’attività amministrativa, con eccezione delle attività connesse a legislazione e vigilanza. E lasciamo che a collaborare con il Sindaco e il Governatore siano solo pochi dipendenti pubblici.

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