Al voto: tutti contro Renzi

  • Maurizio Guandalini

“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Notate anche voi un sentiment monocorde dopo il primo turno delle amministrative? Non vi pare che ha preso piede un certo “Tutti contro Renzi”, in barba ai programmi elettorali delle buche da coprire e dei tombini da rifare? Hai voglia dire che sono elezioni comunali, ma per alcuni, molti, una coalizione variopinta e multicolor (dalla Lega ai 5 Stelle) è ossessione vera, e pura, sbarazzarsi, di Renzi. Se questa è l’antipolitica chiamata a trionfare nel nome della trasparenza e della competenza siamo messi bene. Pessima illusione  resa alle orde dei delusi, per cavoli loro, fan dell’antipolitica («sono tutti ladri e magna pane a tradimento») e pessimo esempio di rinnovamento, alternativo, e immacolato, portato avanti da nuovisti e riciclati dell’ultima ora.  
Osservate i format dei mass media, talk e maratone televisive comprese, leggete le paginate di analisi dei giornali, fate le pulci ai commentatori, spesso un po’ suonati, all together now, tutti, proprio tutti, erano in attesa della sconfitta sonora del premier. E poi dicono che la stampa è renzianocentrica?! Lo stesso giochetto era stato approntato alla bene meglio con il referendum sulle trivelle. Un referendum di una inutilità abissale ma un ottimo assist per liquidare l’ingombrante inquilino di Palazzo Chigi. Il prossimo crash test sarà il referendum costituzionale di ottobre: non si parlerà nel merito della riforma ma si farà di tutto per montare l’onda lunga antirenzi.
La prima vittima è quel Benigni che ha osato cambiare la sua opinione dal No al Sì. Ma perché questa fissa contro Renzi? Sarà la toscanità? Sarà quel fare da ‘sborone’ giovane che sta un po’ su? O non sarà che questo premier spaventa perché fa sul serio? Il 19 giugno ci  sono i ballottaggi è già ci stanno silenziosi  spostamenti di voti contro i candidati del Pd.  Dove sta la novità di coloro che si dicono rappresentanti del nuovo  in politica se poi s’aggrappano e mezzucci da barbapapà congressuale democristiana della prima repubblica? Diffidate, gente, diffidate da chi vi scarica sopra le proprie frustrazioni politiche spacciandole come rimedio alle malefatte dei partiti e delle loro classi dirigenti.
Diffidate di coloro che sbandierano a basso prezzo l’antipolitica e poi una volta arrivati al potere non sanno nemmeno fare un ordine di servizio per rifare i marciapiedi e si accartocciano in una partita doppia venuta male.
Girano troppa confusione e fraintendimenti, tutti frutti di rivoluzioni mai fatte e rottamazioni a metà. E qualcuno ci sta sguazzando dentro più di altri.

 

MAURIZIO GUANDALINI
economista e pubblicista

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