Ma allora, le tasse sono calate o no?

  • Maurizio Guandalini

Gli italiani pensano che le tasse siano aumentate, dove ho sbagliato? Si chiede Renzi. Riepiloghiamo con le parole del premier. Via l’Irap costo del lavoro. Via l’Imu e la Tasi sulla prima casa. I mitici ottanta euro che tutti deridono ma che, alla fine dell’anno, sono 960 euro. Il credito di imposta al Sud. Il super-ammortamento al 140% per chi mette soldi in azienda anziché in tasca. Gli incentivi per chi assume. Via l’Imu e l’Irap agricola. Il canone Rai che passa da 113 euro a 100 euro. Le tasse locali che per legge non possono più aumentare.
«Bene, nonostante tutto questo, gli italiani pensano che le tasse siano aumentate», osserva Renzi su facebook. Mettiamo da parte la disputa sui numeri che non porta a niente, perché le cifre si manovrano a uso e consumo del committente. E accantoniamo pure l’ingratitudine verso il premier, perché effettivamente quell’elenco che fa è veritiero e meritorio.

Tasse e imposte sono così tante che se tolgono una goccia nemmeno te ne accorgi. E se vuoi che il cittadino se ne accorga sono da togliere le gabelle che toccano tutti, non solo quelle di alcune categorie. Ad esempio, togliere il canone Rai sarebbe stato mille volte più efficace che togliere la tassa sulla casa perché non c’è lo scopo, non è chiaro il motivo per cui sei costretto a pagare “il possesso di un apparecchio televisivo”.

Inoltre va fatta una riforma del fisco. Procedere a saltelli e per sottrazione, togli qua e aggiungi là, fa solo il gioco delle tre carte. Inutile. Si porta a casa di più semplificando. Prendiamo una partita Iva. Si perde più tempo a rincorrere le scadenze, sempre con l’ansia di sbagliare, che lavorare: si mette un solo step all’anno, si tolgono gli acconti sul reddito che si presume, sottolineiamo “si presume”, si farà l’anno dopo e si sforbicia qualche seduta di troppo dal commercialista e il risparmio è assicurato. Sono le procedure che avrebbero dovuto seguire i comuni nel far pagare le tasse locali.
Renzi può togliere fin che vuole ma se i costi della bolletta delle spazzature sono aumentate del 300% in pochi anni mettere ora un fermo perché non aumentino più è come dare il viagra ad uno nella bara. I comuni, insieme alle regioni, vera macchina di spreco e di incapacità amministrativa, ci hanno fatto credere che le varie municipalizzate consorziate avrebbero tagliato i costi delle bollette. La raccolta differenziata (carta, plastica, vetro, umido) avrebbe fatto il resto. Così non è stato. I cittadini sulle tasse hanno collezionato bugie che non li porta a credere nemmeno al loro salvadanaio meno vuoto. Capito perché Matteo ti senti un incompreso?

 

MAURIZIO GUANDALINI
economista e giornalista

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