Risparmiatori tremate! lo Stato vi supertassa

  • Massimo Blasoni

Risparmiatori tremate: lo Stato non esita a colpirvi in silenzio e di nascosto. Nel 2015 il gettito derivante dalle imposte sulle rendite finanziarie ha infatti raggiunto quota 15,1 miliardi. Una cifra in crescita rispetto ai 14,9 miliardi del 2014 ma più bassa rispetto ai 15,9 previsti all’inizio dell’anno. Un lieve calo del gettito dipeso unicamente dalla brusca riduzione dei rendimenti degli strumenti finanziari più diffusi: lo scorso anno i tassi sui depositi bancari e postali sono scesi fino allo 0,50% medio, il rendimento delle obbligazioni bancarie al 3,04% e i titoli di Stato all’1,19%.
Il prelievo complessivo, oggi più che raddoppiato rispetto al 2011 (quando era quantificabile in “soli” 6,9 miliardi), si compone di vari elementi. Il più importante è l’imposta sostitutiva sui guadagni di natura finanziaria, che da sola preme per oltre 10 miliardi di euro all’anno. Va poi considerata l’imposta di bollo su depositi e investimenti finanziari.
 Nata come balzello fisso sugli estratti conto del deposito titoli (34,20 euro l’anno), a metà del 2011 è stata trasformata in una patrimoniale che colpisce in misura proporzionale ogni strumento finanziario (ad eccezione di conti correnti, fondi pensione e alcuni tipi di polizze vita). Il bollo sugli investimenti garantisce allo Stato ben 4,1 miliardi annui: una misura decuplicata rispetto al 2011 (quando pesava solo 400 milioni) raggiungendo misure paragonabili ad altre imposte nel frattempo scomparse come la vecchia IMU sulla prima casa. Vanno poi aggiunte l'imposta sui conti correnti (circa 600 milioni l'anno) e la Tobin Tax, che colpisce le transazioni di taluni titoli sui mercati italiani, indipendentemente dal fatto che esse si concludano in guadagno o in perdita (altri 300 milioni l'anno).
L’incidenza reale di tutte queste imposte è stata nel 2015 pari al 33,5%, due punti in più rispetto all'anno precedente. C'è di che far impallidire il ricordo della manina del Governo Amato che nel 1992 decise nottetempo il prelievo forzoso sui conti correnti, una misura che oggi peserebbe poco più di 3 miliardi. Una bagatella, rispetto alle nuove tasse sul risparmio per 8,2 miliardi introdotte dal 2011 a oggi.

MASSIMO BLASONI
Imprenditore e presidente del Centro studi ImpresaLavoro

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