Adesso ci vuole più famiglia

  • Osvaldo Baldacci

Infuriano le polemiche sulla legge per le unioni civili, un tema sul quale persino la scelta del linguaggio divide. A rinfocolare la vicenda le parole del cardinal Bagnasco, presidente dei vescovi italiani. Pesanti, comprensibili, ma forse tardive di fronte a un processo che è stato lungo e complesso e sul quale non sono stati sempre dati segnali chiari e univoci. La legge comunque è un punto di compromesso e scontenta molti su tutti i fronti, ma sembra frutto di quanto possibile con questo Parlamento eletto. Ciò non toglie che questa legge sembra un (ulteriore) elemento di frattura fra il governo Renzi e almeno una parte del mondo cattolico. Potranno esserci conseguenze politiche ed elettorali, a partire da amministrative e referendum? Non lo so, ognuno è libero di valutare in base a quali criteri dare il proprio voto. Le cose da valutare sono tante, come tante sono le scelte. E tante sarebbero le cose da dire su tutta questa vicenda, che è culturale e sociale prima che politica. Provo a sottoporre solo un paio di riflessioni. 
Il primo punto è che non siamo arrivati a questa situazione dal nulla, ma come frutto di una storia. Quindi non è utile fossilizzarci sull’ultimo passaggio legislativo, bensì su un grande lavoro culturale che c’è da fare per proporre la società in cui si crede. Il punto è che ci vuole più famiglia. La famiglia è e resta l’elemento fondamentale e costitutivo della società. Per cui è su di essa che bisogna concentrare le energie positive. Bisogna ricostituire un clima positivo intorno alla famiglia, ridare fiducia e speranza. Far capire che vale la pena di unirsi per creare un nuovo nucleo che possa affrontare insieme la vita, generandone di nuova. È sul piano culturale, mediatico e sociale che bisogna combattere la vera battaglia. Vogliamo una società capace di amare e relazionarsi e che guarda al futuro, o una ripiegata su se stessa, dove fare figli è una scelta privata di cui si pagano le conseguenze? Sono infinite le difficoltà cui oggi la cellula familiare è sottoposta. A partire da quelle economiche e organizzative. Perché certo in Italia il carico della famiglia (e soprattutto dei figli) è davvero tutto sulle spalle degli eroi che si cimentano a formarla. E questo è il secondo punto, che riguarda la politica. Non solo per ricucire i rapporti col mondo cattolico, ma anche per dare un briciolo di speranza di futuro a questo Paese, il governo deve ora investire sulla famiglia. Deve farlo possentemente. Le spese per i figli devono essere sostenute, come nel resto d’Europa. I servizi devono esserci, e funzionare. Gestire una famiglia deve essere possibile, e piacevole. Non un martirio per colpa dello Stato.

OSVALDO BALDACCI
GIORNALISTA

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