Il tesoro criminale da Roma a Reggio

  • ROMA CRIMINALE

ROMA Non c’erano solo bar e negozi tra i beni sequestrati dalla divisione di Polizia Anticrimine di Roma e di altri 12 capoluoghi italiani (per un ammontare superiore a 25 milioni di euro) sottratti a nove persone tra le province di Roma e Reggio Calabria, tutte con precedenti di polizia o condanne a vario titolo per traffico di stupefacenti, estorsione, usura, riciclaggio e falso.

«Tra le decine di attività economiche su cui abbiamo indagato, abbiamo trovato anche una società che stipulava contratti di lavoro “fantasma” a individui legati alla criminalità organizzata e colpiti da provvedimenti restrittivi, consentendo loro di aggirarli o di ottenere la semilibertà. Queste persone non si presentavano nemmeno sul posto di lavoro» ha spiegato la dottoressa Angela Altamura, dirigente della Polizia Anticrimine di Roma. A beneficiare dell’impiego fittizio in un autonoleggio di Roma, c’era ad esempio un affiliato ai Casalesi, oltre a uno dei destinatari del sequestro,  Salvatore Casamonica, arrestato ad agosto per una tentata estorsione a un barista, il quale ebbe il coraggio di rivolgersi alla polizia.

Gli altri romani a cui il Tribunale  ha sottratto i beni sono Alessandro Bottiglieri, Roberto Cicivelli ed Emanuele Lucci. Quelli calabresi sono Francesco Filippone, Rocco Camillò, Marcello Giovinazzo, e ancora Francesco Calvi e Michele Mercuri, imparentati tra loro e legati alla cosca Alvaro-Palamara.

Oltre alle immancabili auto di lusso (Porsche, Cadillac, Spider e Hummer tra i 30 veicoli sequestrati), il tesoro consisteva in 10 unità immobiliari, conti bancari e postali in 68 istituti, 43 società e 45 attività commerciali sparse in tutta Italia, e in particolare a Roma, nella zona di Borgo Pio.

PAOLO CHIRIATTI

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