Formazione continua l’Ue ancora lontana

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LAVORO. Cresce in Italia  il tasso di partecipazione della popolazione adulta (25-64 anni) ad attività educative e formative, che ha raggiunto nel 2014 l’8%, pari a 2,6 milioni di persone. Nonostante lo scarto rispetto alla media Ue (10,7%), il trend appare particolarmente positivo, con un incremento dell’1,8% in un anno. È quanto emerge dal XVI Rapporto sulla Formazione continua in Italia, realizzato dall’Isfol. «Il Rapporto - commenta il Commissario straordinario dell’Isfol Stefano Sacchi - evidenzia il divario che ancora esiste tra il tasso italiano di partecipazione e il target fissato dalla UE, ma i passi in avanti che sta compiendo il nostro Paese sono rilevanti». Il coinvolgimento in istruzione e formazione interessa più le donne  (8,3%) degli uomini, più i 25-34enni (14,9%)  e i laureati (18,7%). I Fondi interprofessionali sono ora l’unico strumento di finanziamento della formazione continua a livello nazionale. A ottobre 2015 il numero di adesioni ai Fondi si è assestato su circa 930 mila imprese e circa 9,6 milioni di lavoratori.  Il Centro-Nord si conferma come l’area geografica con la maggiore partecipazione. Relativamente ai partecipanti prevale la quota di coloro che hanno un contratto a tempo  indeterminato (79,5%). La formazione è maggiormente fruita da chi ricopre ruoli apicali. La proposta formativa è ancora prevalentemente concentrata su ambiti  legati agli obblighi di legge. La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro rimane la tematica più ricorrente.

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