Donne indifese da uomini violenti

  • Annalisa Lo Monaco

Un caso di violenza sulle donne capitò a me e ad altri colleghi tempo fa. Era una giovane donna picchiata regolarmente dal marito, marito dal quale non riusciva a separarsi. Il marito era sempre stato un po’ troppo energico, ma dopo il matrimonio le cose erano peggiorate. Ogni tanto beveva e diventava più violento. Quando lei minacciava di andarsene erano scene e pianti. Il condizionamento psicologico era forte, la svalutazione che lui operava nei confronti della moglie era ripetuta e martellante. Questa ragazza, poco più che trentenne, non vedeva nessun futuro di fronte a sé. Ovviamente il nostro lavoro non fu quello di cercare di convincerla a lasciare il marito. Tutti ci avevano provato ripetutamente, parenti, amici... noi partimmo dal recupero della personalità e dal renderla consapevole che era una donna in gamba e che la vita aveva tante cose belle da offrirle e soprattutto una relazione alla pari con un uomo che la amasse e rispettasse. Il lavoro di renderla cosciente del suo valore durò un anno. Un anno di lavoro durante il quale lei continuò a vivere con il marito che un po’ alla volta, vedendo che la moglie stava cambiando, inizialmente peggiorò, infatti ci fu una diffida, ma poi la “vittima sacrificale” che era stata per anni lasciò il posto a una donna consapevole di se stessa  che non ci stava più a “fare l’agnello”.
Alla fine fu il marito ad andarsene, perché la vittima gli si era finalmente sottratta. Questa vicenda si concluse, per fortuna, senza una vittima, ma i casi di violenza sono in aumento. Il più recente e agghiacciante parla di un uomo rissoso e persecutore e noto a tutti. Sulla violenza fisica non si può e non si deve essere omertosi. Gli uomini, ma anche le donne, che non riescono a trattenere la rabbia, spesso immotivata e che eccedono nell’aggressività sono persone pericolose che vanno denunciate e poi fatte curare. Giustificare, passare sopra, far finta di niente è correità. Ogni singolo individuo ha diritto al rispetto e al mantenimento della propria dignità. La violenza fisica è inaccettabile sugli esseri umani, sui bambini e anche verso gli animali.
Purtroppo però le stesse autorità sono insufficienti e deficitari nel comprendere la potenziale gravità degli individui spesso denunciati. Purtroppo solo quando ci scappa la vittima e non c’è più niente da fare ci si indigna e si cerca qualche giustificazione. Le vittime non parlano, ma anche quando lo fanno non sono ascoltate e, troppo spesso, non vengono prese misure cautelative che salverebbero loro la vita.

 

ANNALISA LO MONACO
psicologa

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