Concorso in Polizia una pioggia di ricorsi

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ROMA È tutt’altro che chiarita la vicenda relativa al concorso nazionale per vice ispettori della Polizia di Stato, e sulle anomalie che hanno riguardato la prova scritta dello scorso 18 dicembre. Metro scoprì che su circa 2.200 promossi, oltre il 70% passò con lo stesso voto (35/50, il “minimo sindacale”). Al di là della stranezza statistica molti candidati respinti chiesero lumi sulla regolarità delle procedure, presentando richieste di accesso agli atti. Da allora sono arrivate a oltre 50, e la qualità degli elaborati sotto esame presenta stranezze ancora senza risposta.

Interi paragrafi copiati

Ci sono temi che hanno interi paragrafi copiati dal testo consigliato per prepararsi all’esame, o da siti internet, come se molti candidati conoscessero in anticipo la traccia dello scritto. E ancora: elaborati presentati con richieste e messaggi ai membri della commissione, altri contenenti errori palesi. Anomalie che hanno fatto lievitare fino a 400 i ricorsi al Tar da parte dei respinti. Molti di loro si sono costituiti in associazione. Per tentare di fare luce sulle anomalie è stato interpellato anche Alessandro Polli, professore di Statistica presso la Sapienza, che in una perizia ha giudicato “inverosimili” i risultati degli scritti. «Attendiamo l’esito dei ricorsi al Tar - ha spiegato Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sap - anche se la gravità di tali anomalie presenta rilievi gravi anche sotto il profilo penale».

PAOLO CHIRIATTI

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