Supino, la star italiana al gay pride di Miami

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ROMA È una storia incredibile quella di Osvaldo Supino, cantante che da Torremaggiore (Fg), grazie ai milioni di click sul web,  si è ritrovato pochi giorni fa, primo italiano della storia, sul palco del Gay Pride di Miami, il più seguito degli Usa.

Lì si è esibito davanti a 130 mila persone; con lui, Jordin Sparks e Iggy Azalea.

Ma in carriera Supino vanta anche altri record, come quello di essere l’unico italiano nominato tre volte ai BT Digital Music Awards in Uk, o l’essere stato scelto nel 2014  per rappresentare l’Italia al “Pledge Anti-Bully” di New York.

Una carriera costruita con tenacia, che ha avuto nei gay pride di mezzo modo la grande cassa di risonanza. Sebbene in Italia ancora pochi, fuori del circuito gay, lo conoscano. «In Italia faccio fatica -  ammette - e certo la scelta di cantare in inglese mi ha aperto molte porte all’estero, ma me ne ha chiuse altrettante qui. E mi dispiace».

E se gli si chiede se le difficoltà dipendano dal suo essere dichiaratamente gay, risponde sicuro: «Non ci voglio pensare. Anni fa, nonostante un’etichetta volesse farmi cambiare immagine, decisi di non fingere ed essere me stesso. Voglio credere che l’Italia sia difficile per via della mia musica, il pop-dance, che qui stenta. Però è un fatto che Mtv Germania e Svizzera strapassano i miei video, quella italiana non ne vuole neanche sentir parlare…».  

Ma lui non si arrende: «Quando mi hanno chiamato da Miami, stavo per dire di no, perché ritenevo di non essere all’altezza. Poi mi sono detto che un’occasione così era unica. Ed è andata bene».

Ora sta trattando con alcune etichette tedesche e non si perde d’animo: «La fortuna è dietro l’angolo. In Usa e Inghilterra esistono portali che cercano buone idee e nuova musica, bisogna crederci. Un artista non può sperare solo in un talent come invece accade in Italia». 

ANDREA SPARACIARI

 

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