"I soldi dei petrolieri per studiare le malattie"

Inquinamento e salute
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​Viggiano. Giambattista Mele, medico dell’Isde, è riuscito a Viggiano laddove lo Stato non ci ha nemmeno provato.

Nel 2010 si è inventato un metodo, che solo ora è obbligatorio per legge. Si chiama Vis: “Valutazione di impatto sanitario”. È uno studio su un gruppo di cittadini esposti a una fonte inquinante. E serve a rispondere alla domanda: quanto si ammalano le persone a causa di quell’industria?

Secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità, nella provincia di Potenza il tasso di ospedalizzazione per tumore maligno nei maschi tra 0 a 14 anni è cresciuto del 48% fra il 2011 e il 2014. Poi, sempre da 0 a 14 anni, il tasso di dimissioni per chemioterapia è più alto rispetto al nazionale del 37% per le bambine e del 59% per i bambini. «Non potevamo aspettare - ci dice - Troppi malati, troppi morti. Il progetto è iniziato nel 2010 e finirà quest’anno: abbiamo convinto i consigli comunali di Viggiano e di Grumento Nova a utilizzare le royalties del petrolio. Il progetto è stato votato all'unanimità. Abbiamo a disposizione un milione e 100mila euro per lo studio coordinato dal professor Fabrizio Bianchi del Cnr di Pisa. Una garanzia. E vi collaborano alcuni tra i massimi esperti in tutta Italia per questi studi epidemiologici, ognuno nel suo settore. Contiamo di finire entro la fine dell'anno».
Cosa studiate?
Non i tumori, per i quali servono studi più lunghi, ma le malattie “sentinella” che sono quelle cardiovascolari e respiratorie. Abbiamo un campione di 100 cittadini in entrambi i comuni, geotaggati in base alla vicinanza alla fonte di inquinamento.
E il registro tumori regionale?
Non è accreditato.
Cosa significa?
Che non è accreditato dall’Airtum, l’associazione dei registri tumori. Ci sarà un motivo per cui i carabinieri hanno sequestrato migliaia di cartelle cliniche? Non si fidano di Asl e Arpa, e dato che anche i laboratori non sono certificati, tutto sommato fanno bene. 

STEFANIA DIVERTITO

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