Celiachia, attenzione alla corretta diagnosi

  • Federico Ferrero/Medico nutrizionista

Caro dott. Ferrero,  La contatto per avere informazioni per quanto riguarda la celiachia.
È da 3 mesi che ho scoperto dagli esami del sangue di essere celiaco. Vorrei avere dei consigli.
Alessandro V.
 
Caro Alessando, intanto bisognerebbe capire come Le è stata diagnosticata la malattia, presso quale professionista medico e con quale protocollo di accertamenti ed esami clinici. Gli esami del sangue non sono infatti sufficienti per porre una diagnosi di certezza in età adulta, ma è necessaria almeno anche la biopsia intestinale. Personalmente inoltre, e la mia opinione è condivisa da molti colleghi, credo che sia necessario porre una grande attenzione a non confondere un danno chimico-fisico con conseguenze immunologiche con una malattia immunologica. Mi spiego: nella celiachia si producono in maniera abnorme degli anticorpi che si sviluppano anche in altri casi di infiammazione intestinale. Potrebbe quindi essere l’infiammazione intestinale a produrre gli anticorpi e non il contrario. In due parole: siamo sicuri che lei abbia davvero una reazione allergica e non piuttosto una reazione infiammatoria causata dal tipo di farina utilizzata? Alcuni medici consigliano un test di carico di glutine: tanto glutine, tanti sintomi. Questa pratica è però pericolosa e poco specifica. Le consiglio invece di provare a utilizzare per 6 mesi solamente farine macinate a pietra, di tipo 2, possibilmente di varietà di grano antico (cloni precedenti al 1950), e ripetere quindi i test immunologici. Se questi saranno ancora positivi, proceda con la biopsia, la tipizzazione genetica e, nel caso, con l’astensione totale dal glutine. La prudenza in medicina non è mai troppa.

 

FEDERICO FRANCESCO FERRERO

(medico nutrizionista)

Ogni martedì il dott. Ferrero risponderà ai lettori di Metro

sui temi del cibo e dell’alimentazione.

Mail a: lettere@metroitaly.it

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