Rinnovabili, Renzi elogia ma in Italia arrancano

Rinnovabili
  • rinnovabili

Roma. Italia leader mondiale nel settore delle rinnovabili. Lo ha scritto su Facebook ieri il premier Matteo Renzi, in Nevada per l’inaugurazione dell’impianto di Enel Green Power Stillwater. Si tratta di un impianto ibrido, il primo al mondo a combinare in uno stesso sito la produzione da tre rinnovabili: geotermia, fotovoltaico e termico. «Le rinnovabili vedono l’Italia tra i leader mondiali e ne siamo orgogliosi», ha detto Renzi. Frasi che hanno suscitato una serie di reazioni. Anche perché la situazione delle rinnovabili nel nostro Paese negli ultimi anni non è per niente così “solare”.
Dati in flessione
A gennaio Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, ha scritto che il 2015 «evidenzia una diminuzione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili». Le principali associazioni di categoria presenti nel Coordinamento Free hanno accusato il governo di «una politica miope». Per il coordinamento il 2015 «è stato un anno flop per l’Italia in tema di crescita da Fer (Fonti di energia rinnovabile), e lo stallo attuale comporterà il perdurare anche per i prossimi due anni». 
Stessa lunghezza d’onda per Greenpeace che nel rapporto “Rinnovabili nel mirino” specifica: «Nel 2012 erano entrati in esercizio quasi 150 mila nuovi impianti fotovoltaici, mentre nel 2014 i nuovi impianti entrati in esercizio sono stati appena 722».

«Renzi ha una gran faccia tosta - dice Andrea Boraschi, responsabile clima e energia di Greenpeace - parla di rinnovabili mentre invita gli italiani a disertare il referendum. Renzi si vanta delle rinnovabili, un settore che proprio lui ha messo in ginocchio. La verità è che le rinnovabili gli piacciono solo all'estero così non disturba le lobby delle fossili».

Dati in negativo anche sul lavoro: in base a uno studio di Althesys messo a punto per Greenpeace «in Italia entro il 2030 si potrebbero garantire oltre 100 mila posti di lavoro nelle rinnovabili; al contrario nel 2015 se ne sono persi circa 4 mila nell’eolico». 
Incentivi alle fossili
Secondo il Fondo Monetario Internazionale «nel 2014 l’Italia si è piazzata al nono posto in Europa per finanziamenti a combustibili fossili, con 13,2 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 12,8 miliardi del 2013».  Sono 23 miliardi di euro gli incentivi destinati alle fonti rinnovabili in Germania l’anno scorso. In Italia gli incentivi nello stesso periodo non hanno superato gli 11 miliardi.  
Il resto del mondo
Fuori dai nostri confini, nei primi sei mesi del 2015 nei Paesi in via di sviluppo sono stati finanziati 74 progetti sulle rinnovabili, per 12,4 miliardi di dollari. Il 49 per cento del totale degli investimenti privati in infrastrutture energetiche, idriche e trasporti, ed è la percentuale più alta mai registrata. Le rinnovabili dominano con il 59 per cento, mentre i progetti sul carbone sono appena il 6 per cento.

STEFANIA DIVERTITO

Articoli Correlati

Regione Lazio lanciaun’alleanza sull’energia

Al via il confronto sul Documento strategico, atto propedeutico al Piano energetico regionale 2015-2020