Sono ventimila i ricorsi per il concorso a cattedre

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ROMA A poche ore dalla scadenza per l’accesso alle prove del concorso a cattedre per 63.712 posti, sono oltre 20 mila i docenti precari che hanno fatto ricorso con Anief per tentare di partecipare alle prove impugnando la loro esclusione prevista dai tre bandi, la maggior parte dei ricorrenti sono laureati “non abilitati”, con un'alta percentuale di under 30, la cui collocazione nelle scuole, qualora vincessero il concorso, potrebbe rappresentare un’inversione di tendenza per il corpo docenti italiano più vecchio al mondo.

Troppi tagli all'Istruzione

Tra i ricorrenti - sottolinea l’Anief - figurano anche altre 14 categorie di insegnanti «illegittimamente estromessi». Anief contesta i decreti emanati dal Miur il 26 febbraio scorso in ragione del principio di parità di accesso ai concorsi pubblici, da adottare per tutti i cittadini dei Paesi Ue. In dieci anni la spesa pubblica italiana dedicata all’istruzione è scesa del 10%. Lo sottolinea sempre l’Anief, precisando che se nel 2000 l’Italia spendeva -2,8% della sua spesa pubblica rispetto alla media Ocse (Italia 9,8% contro Ocse 12,6%), dieci anni dopo si ritrova sempre ultima con un -4,1% (Italia 8,9% contro Ocse 13%).

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