Fs, l’obiettivo è guidare Tpl dal biglietto al trasporto

  • Renato Mazzoncini/Ferrovie

ROMA Ferrovie dello Stato ha un progetto: diventare operatore di mobilità a tutto tondo. Accorpare il Trasporto pubblico locale su ferro, gomma, intercettare tutti i servizi relativi alla mobilità, inclusa la vendita di tutti i ticket, integrarli con un’unica grande e affidabile piattaforma. Essere il referente se non unico, pressocchè tale.
Sono le Fs 2.0 targate Renato Mazzoncini, il nuovo amministratore delegato che arriva in piazza della Croce Rossa dopo aver guidato Bus Italia. E sono gli autobus i fattori importanti di questo processo che lui stesso, in un’audizione alla Camera di qualche giorno fa, ha definito una “rivoluzione culturale”.
Il piano di Fs insomma è strizzare sempre di più l'occhio al trasporto su gomma. E anche l’azione del governo sembra andare in tal senso. Mentre si aspetta, infatti, la riforma del Tpl annunciata ormai periodicamente dal ministro dei Trasporti Delrio, ieri una sua dichiarazione ha fatto presagire quale sia l’orientamento del governo: «In Conferenza regioni saranno destinati 350 milioni al rinnovo del parco autobus».
Insomma, il parco mezzi d’Italia è il più vecchio d’Europa, ha il doppio dell’età media rispetto agli altri Paesi.
Per attuare questo obiettivo strategico la settimana scorsa Fs ha riunito a un unico tavolo le associazioni degli utenti e dei consumatori. Le più importanti e quelle che notoriamente sono più agguerrite proprio nei confronti dell’operatore principale del trasporto pubblico locale. Il piglio decisionista e ottimista dell’ad ha convinto le associazioni che da diffidenti sono diventate attendiste. Ed è un buon risultato preliminare, anche se permangono delle criticità. «Le parole sono importanti, certo, ma per noi sono più importanti i fatti  – ha commentato Elio Lannutti di Adusbef – il capitolo trasporti al Sud è ancora aperto e insufficiente e a detta di Mazzoncinile uniche regioni interessanti al Meridione sono Campania e Puglia. E tutto il resto?».
«Questi soldi dati agli autobus sembrano soluzioni tampone a fronte di una razionalizzazione e rivisitazione del servizio che langue da troppo tempo», ci dicono in coro le associazioni del tavolo di lavoro.
«Mazzoncini è stato a Reggio Emilia e a Firenze, è un manager renziano doc – ci sottolinea Lannutti – ci aspettavamo maggiore attenzione alfattore ambientale. Non dobbiamo trascurare i treni. Che hanno sono un mezzo di trasporto green. Corriamo il rischio di far prevalere la gomma, con buona pace alle politiche anti-smog».

 

STEFANIA DIVERTITO