10 anni e non sentirli #AuguriTwitter

  • Matteo grandi

Dieci anni fa l'Italia vinceva i Mondiali in Germania. Questo solo per darvi un metro di misura temporale. Perché 10 anni fa, oggi, nasceva un social network destinato a rivoluzionare la comunicazione contemporanea. Era il 21 marzo del 2006 quando, Jack Dorsey, l'ideatore e fondatore della nuova piattaforma, digitò il suo primo tweet: “just setting up my twttr”. Da quel momento in poi la crescita di Twitter (nato e pensato per comunicare con messaggi brevi, cinguettii per l'appunto, lunghi quanto un sms) è stata esponenziale. Ed è andata, per certi aspetti, al di là di ogni più rosea previsione. La sintesi, l'interattività immediata, la velocità e la praticità dello strumento hanno contribuito a un'affermazione rapidissima del social network, che ha attecchito in fretta, soprattutto Oltreoceano, su giornalisti e politici. Uno zoccolo duro di opinion leader che ha contribuito all'espansione a macchia d'olio della nuova piattaforma. Una piattaforma che oggi vanta 320 milioni di utenti attivi nel mondo. E un valore di 9 miliardi di dollari al momento della quotazione in borsa (era il 2013). Certo, i problemi, dopo dieci anni (che in epoca web sono un'era geologica) non mancano: le azioni stanno perdendo valore e gli analisti sostengono che la crescita del social si sia bloccata. Troppo autoreferenziale? Troppo difficile per i nuovi iscritti avere un peso specifico che ne giustifichi l'utilizzo? Limite dei 140 caratteri troppo vincolante? Troppi utenti bloccati da Gasparri? Alle prime tre domande Twitter sta cercando le risposte in vista di soluzioni che garantiscano lunga vita all'uccellino blu, senza snaturarlo. Noi, in attesa di certezze, continuiamo a twittare come se non ci fosse un domani. Oggi con tanto di hashtag: #AuguriTwitter.

MATTEO GRANDI; giornalista e blogger

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